Recuperare la memoria per dipingere il futuro

 

Articolo di Isabella Laura La Rocca, Alessandra Benevelli e Carlotta Cillario

 

 

 

La progettazione partecipata* va di moda. Sentirne parlare è diventato noioso. Partecipare in modo partecipato ad un progetto di progettazione partecipata non lo è per niente.

Lo sanno bene un gruppo di studenti del Politecnico e dell’Università di Torino che, dopo aver partecipato e vinto il bando di concorso per la Progettualità studentesca, si sono dovuti cimentare nella vera e propria attuazione di quello che, su carta, avevano proposto.

L’obiettivo principale era quello di recuperare la memoria della Ex Manifattura Tabacchi, insediata nel Borgo Regio Parco alla fine del ‘700, rimasta attiva fino al 1996 e ad oggi importante esempio di archeologia industriale** a Torino.

La realtà interna e quella esterna alla fabbrica sono da sempre strettamente connesse: se da un lato la Manifattura è stata il principale stimolo alla crescita del quartiere, oggi il suo abbandono si ripercuote sulla vita della popolazione locale.

 

 

Il progetto si è concretizzato in due diverse fasi. Nella prima si è organizzato all’interno dell’edificio un Workshop fotografico per la documentazione che ha coinvolto alcuni studenti del Politecnico che con le loro foto hanno raccontato lo stato attuale del bene. Nella seconda si sono raccolte le testimonianze orali di chi ha vissuto e vive tuttora in Borgo Regio Parco e di chi ha lavorato nella Manifattura Tabacchi.

Il gruppo di studenti si è quindi stazionato per una settimana in Piazza Abba e ha collezionato ben più che delle voci timide o perplesse; gli intervistati, infatti, fremevano dalla voglia di raccontare le loro esperienze in modo autentico e senza idealizzazioni del passato. Talvolta i pareri sono stati espressi con tono polemico verso chi permette che la Manifattura sia in stato di quasi completo abbandono, senza rispetto per quello che è stato e che potrebbe essere ancora oggi il fulcro del loro quartiere.

Piazza Abba e via delle Maddalene erano un continuo pullulare di persone e le attività commerciali erano molto più numerose in quanto la loro clientela non era rappresentata soltanto da chi nel quartiere abitava, ma anche da chi lavorava al di là della cortina di mattoni. La vita per chi risiedeva nelle immediate vicinanze era scandita dal suono degli allarmi che segnavano l’ingresso e il cambio turno delle tabacchine.

Oggi sono poche le persone che attraversando quella piazza riconoscono ciò che la costruzione rappresenta.

E basta una foto per sentirsi dire da loro come tutto questo manchi, ma senza nessuna ibernazione nel passato avanzano proposte per riqualificare questo immenso spazio.

Con la speranza che insieme alla rinascita della Manifattura Tabacchi possa rinascere l’intero borgo.

 

 

 

*Progettazione partecipata: progettazione guidata e pilotata da professionisti ma che concede grande attenzione a chi usufruirà del progetto quindi coinvolgendo la popolazione in modo attivo attraverso workshop, presentazioni pubbliche, laboratori e interviste.

 

**Archeologia industriale: ricerca focalizzata sui manufatti industriali nati dal periodo protoindustriale, importanti non soltanto per l’aspetto architettonico che i manufatti stessi possono rappresentare ma anche per gli sviluppi sociali ed economici che in essi si rispecchiano.

 

 

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