Cambiare il mondo con occhi nuovi. Il Salone del Gusto e la visione sistemica

 

Articolo di Carolina Gomez

 

 

Dal 25 al 28 Ottobre 2012 Lingotto Fiere apre le sue porte alla nuova edizione del Salone del Gusto, l’imperdibile appuntamento con Slow Food, che quest’anno rafforza la collaborazione con Terra Madre. Slow Food e Terra Madre sono due delle associazioni impegnate sul fronte cibo e agricultura più prestigiose a livello mondiale.

Questa edizione del salone, aperto  per la prima volta al pubblico, ci avvicina alle criticità del mondo agricolo e all’importanza della qualità, dei prodotti locali e della tradizione. Ci insegna inoltre l’impatto ecologico, climatico, economico e sociale che genera la produzione di cibo: tra produttori, cuochi, laboratori del gusto, conferenze ed altre attività educative, ci insegna insomma che è possibile preservare il patrimonio culturale e ambientale legato alla gastronomia e rivitalizzare le micro-economie locali.

Però quello che molti non sanno è che dietro a questa manifestazione che espone la qualità e unicità dei prodotti Piemontesi, c’è una grandiosa innovazione, un’azione che cambia interamente il panorama delle fiere internazionali.

Il Salone del Gusto e Terra Madre lavorano assieme per diventare la prima esposizione a ridotto impatto ambientale, cioè una fiera con ridotte emissioni di CO2 e con un minore tasso di rifiuti.

Quest’anno la fiera è più grande. Con circa 80.000 mq di superficie, oltre 1.000 espositori e 200.000 visitatori si spera di ridurre i rifiuti totali del 31% (cioè 59 ton in meno) e del 65% le emissioni di CO2 (circa 1030 ton in meno) rispetto all’edizione del 2006.

In prima linea in questa iniziativa c’è Luigi Bistagnino, Designer, Professore e Direttore del dipartimento di Ecodesign al Politecnico di Torino, che lavora da più di sei anni applicando a questo evento quella che chiama la Visione Sistemica. Con la collaborazione di Slow Food e quella del dipartimento di Gastronomia dell’Università di Torino è riuscito a cambiare completamente il  futuro degli eventi di massa a livello mondiale.

Lo abbiamo incontrato per capire meglio come questo approccio sistemico sia diventato il nuovo motore per uno sviluppo fieristico più sostenibile.

 

Sostenibile.com: Qual è la grande innovazione dietro questa fiera a  basso impatto ambientale?

Bistagnino: L’innovazione si trova quando si vedono le cose con un approccio completamente differente, con nuovi occhi: il Design Sistemico permette di generare un nuovo modello economico riconfigurando l’intero sistema produttivo in uno nuovo, dove non esistono rifiuti o scarti, proprio come in natura. Si sono applicati i 5 principi del Design Sistemico per dare senso al progetto:

Gli output, o rifiuti di un sistema, possono sempre diventare input o materiale utile per un altro.

– Ogni componente è strategico e importante; dentro il sistema tutto è in relazione.

– Il territorio che ci ospita ha una richezza che è degna di essere valorizzata.

– Ogni attività deve avere come asse centrale l’uomo e dev’essere volta a migliorare la sua qualità di vita.

In sostanza molti degli scarti vengono rivalorizzati creando nuovi prodotti, in alcuni casi per la fiera stessa. L’allestimento è fatto di materiali completamente riciclabili da cui vengono fuori pallet, borse, cartone e carta riciclata. L’acqua e l’energia vengono razionate con lampadine a basso consumo, mezzi di trasporto elettrici e a mano, l’acqua viene distribuita in vetro con vuoto a rendere, dall’acquedotto locale. Le stoviglie biodegradabili e i rifiuti organici vengono trasformati in compost di altissima qualità per l’agricoltura. Le nuove modalità di trasporto delle merci e dei visitatori sono state studiate per ottenere la maggiore efficienza possibile, confidando sul buon senso di ogni partecipante, utilizzando mezzi sostenibili e adottando un sistema logistico delle merci progettato per essere di minor impatto possibile.

Ogni dettaglio o – come lo chiamiamo noi – briciola è in linea con il nostro obbiettivo finale: quello di far vivere a tutti i partecipanti una nuova esperienza con una qualità che non comprometta l’ambiente, creando una nuova cultura del benessere, portando l’immagine del Piemonte come prova viva e dinamica dello sviluppo sostenibile.

S.: Prof. Bistagnino, com’è nata questa iniziativa?

B.: Il Salone del Gusto e Terra Madre sono manifestazioni nate per avere un rapporto diverso con il cibo, con l’agricoltura e con l’ambiente. La progettazione di questo evento a ridotto impatto ambientale è nata dall’iniziativa dei partner di sensibilizzare la gente comune all’utilizzo delle risorse. Cambiare la struttura dell’evento era coerente con il suo stesso obiettivo di migliorare il rapporto con l’ambiente. Principalmente era un’opportunità per potenziare la sostenibilità dei consumi, particolarmente in questo momento di  confronto globale.

S.: Come si è strutturatto il progetto?

B.: Inizialmente abbiamo individuato ogni parametro della fiera giacchè la valutazione di ogni aspetto determina l’impatto di ciascun gesto. Durante l’edizione del 2006 si è valutato il punto di partenza in termini di qualità e quantità degli “output”. Abbiamo lavorato in modo congiunto tra organizzatori, partner, sponsor, produttori, visitatori e studenti di design per difendere e diffondere questo messaggio ideale di “buono, pulito e giusto”. Partendo da lì si sono individuate le aree di progettazione e la partecipazione degli attori coinvolti, tutto per creare una rete di conoscenze interdisciplinari che siano le fondamenta di futuri scenari sostenibili di consumo.

S.: Qual’è stato l’ostacolo più grande nella realizzazione del progetto?

B.: Al inizio del progetto fu difficile integrare i diversi componenti che partecipavano alla fiera per lavorare uniti in questo nuovo modello economico aperto. Convincere, coinvolgere e soddisfare i requisiti e le idee di ogni azienda partner non è stato un compito facile. La condivisione di conoscienze e l’individuazione delle abilità ha dato ad ogni componente gli strumenti necessari per contribuire al miglioramento del sistema.

S.: Come sono cambiati i comportamenti dei partecipanti grazie al nuovo sistema?

B.: I partecipanti stanno cominciando ad agire in modo consapevole, adesso guardano il processo con nuovi occhi e hanno un rapporto completamente diverso con il lavoro che realizzano. Il nuovo sistema dà ai partecipanti una visione integra e sequenziale di quello che succede durante la fiera e gli permette di adottare più facilmente e in modo spontaneo ogni cambiamento; agiscono in modo diverso perche sanno che ogni avvenimento ha una ragione, tutto è collegato.

S.: Prof. Bistagnino, come è intervenuta la tecnologia nella riduzione dell’impatto ambientale del nuovo sistema?

B.: La tecnologia ci ha permesso di creare un sistema di comunicazione altamente efficace praticamente senza risorse. Si è ridotto il consumo di carta di 2900 mq con la distribuzione di 2000 cartelle stampa via usb. La pagina web è stata ottimizzata per fornire informazioni in tempo reale, con l’intera programmazione e gestione degli eventi; non solo i nostri visitatori risparmiano tempo: risparmiano risorse.

 

Il Salone del Gusto e Terra Madre hanno cambiato volto per dare un piccolo contributo all’equillibrio ambientale. Vi invitiamo a fare parte di questo evento vivo, dove si restituisce la dignità all’ambiente e al cibo di ogni giorno, dove i rapporti tra produttori, distributori e visitatori generano uno spazio in continua evoluzione, un evento con un forte senso di responsabilità e condivisione dei valori della sostenibilità.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *