Un intervento collettivo

 

Articolo di Carolina Gomez

 

 

Foto di Aquila

Urbanistica e sostenibilità sono due tematiche che per molti rimangono concetti indefiniti, molto ampi e a volte confusi, principalmente per chi non sa cosa veramente significano e in quali campi della nostra società sono coinvolti; al contrario sono una realtà in cui molti di noi anche senza essere architteti o progettisti possiamo intervenire in maniera attiva.

La costruzione e lo sviluppo della città è una problematica propria della figura che ricopre il ruolo di pianificatore urbano: analizzando contesti e bisogni della comunità e del comune (cittadini ed entità governative) egli applica le proprie conoscenze per generare spazi pubblici e incrementare le dinamiche della città. L’urbanistica, scienza che studia questa branca dello sviluppo, considera e paragona numerose variabili per creare posti e attività di condivisione nei quali si possa vivere la città in maniera collettiva. Visto che ogni contesto e ogni comunità è nettamente differente dal resto delle altre, ogni città con i suoi parchi, piazze, edifici e strade, dà un’impressione differente, giacchè ognuna è strutturata e vissuta in modo diverso.

E tutto questo cosa ha a che vedere con la sostenibilità? Tutto. L’urbanistica interviene strettamente nei sistemi di trasporto, nella creazioni di aree verdi e negli spazi di condivisione sociale. L’urbanistica può lavorare a diversi livelli e in modo attivo migliorando lo stile di vita di intere comunità, può definire come condividere lo spazio, come raggiungere il posto di lavoro, può dividere o unificare, può fare la differenza tra una società partecipativa o segregata.

L’urbanistica quindi si dovrebbe adattare ai bisogni di tutti e dare spazio agli interventi che nascono dalle menti collettive. L’intervento urbano va oltre il design, l’architettura e l’ingegneria, riesce ad articolare in modo invisibile la città con i sui abitanti, rende la città parte della nostra identità. Progettare spazi comuni delle città e studiare come questi vengono vissuti è una attività alla quale tutti possono prender parte, nella quale tutti hanno qualcosa da aggiungere; come cittadini pertanto abbiamo la responsabilità d’intervenire e di esprimere quello che vogliamo, fare un passo in più verso la sostenibilità delle nostre città.

La sostenibilità sociale nasce quando la solita comunità passiva diventa attiva e participativa, quando gli ideali collettivi si supportano con rispetto e condizioni pari. Al fine di raggiungere una sostenibilità ambientale è importante prima creare una comunità che supporta in maniera unificata progetti e prima di tutto abbiamo bisogno di uno spazio urbano di incontro per condividere e mettere in pratica questi ideali. Per questo la nostra partecipazione è così significativa!

Per creare un posto così dovremmo mettere assieme millioni di idee, e per questo esiste l’urbanistica partecipata, per dare spazio a gli interventi proposti da ognuno di noi. Questa tipologia di urbanistica considera non solo le istituzioni locali, il governo del territorio e i progetti di architetti e designer ma dà protagonismo alle strategie nate dal basso, dalla comunità, dalle idee che prendono forma dalle critiche collettive. Si possono svilupare laboratori di quartiere, piani strategici, momenti di condivisione che hanno lo scopo di mettere a confronto in forma diretta gli interessi di tanti e non solo di uno.

La mia proposta per San Salvario è una iniziativa di urbanistica partecipata, cercare di dare vita a una strada vuota (come per esempio Corso Marconi adesso piena di macchine e inquinamento) e sviluppare uno spazio che risponda alla collettività. Un posto per ridefinire la struttura del quartiere, per reinventare quello che siamo come comunità ed evidenziare quello che siamo individualmente.

San Salvario ha bisogno di creare uno spazio pubblico dove si possa apprezzare e mettere a confronto la Sua multiculturalità, mettere in mostra le Sue tradizioni e usanze, un posto che riesca ad esprimere la qualità della propria ricca identità e uno spazio in ultima analisi dove tutti possono proporre, insegnare o semplicemente assaporare tutto ciò che fa parte del Suo bagaglio caratteristico.

L’urbanistica, in altre parole, definisce la piazza dove interagire, progetta la qualità di vita dello spazio e cambia inevitabilmente  il sentimento generale che la città trasmette. Se tutti fossimo coinvolti al lavoro di ingegneri, architetti e designer, senza dubbio i nuovi interventi nella città sarebbero veri luoghi di incontro, fatti per entrare in contatto con i nostri vicini; conoscerli e condividere con loro la vita quotidiana, migliora lo stile di vita di ognuno di noi e cambia il modo di vivere la città.

Sicuramente anche voi avreste delle idee per trasformare alcuni punti morti del quartiere e farli diventare posti vivi di condivisione. La cosa interessante dell’urbanistica è che la possiamo disegnare assieme. E voi, che idea avete da proporre?

 

 

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