Dalla piazza al Parlamento. Una firma per Rifiuti Zero

 

Prosegue la raccolta firme per presentare la legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero – Zero Waste”. Il comitato promotore, composto da più di 150 associazioni disseminate su tutto il territorio nazionale, rinnova il suo appello a tutte le forze politiche affinché sostengano il progetto e moltiplica la presenza nelle piazze per raccogliere le adesioni.

L’obiettivo rifiuti zero mira a trasformare la gestione dei rifiuti in un’attività che contempli solo riduzione, riuso e riciclaggio nei cicli produttivi. Ovvero far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta. La campagna intende concretizzare le direttrici della Carta di Ottawa del 1986e di recenti direttive europee in materia di politica energetica e sfruttamento delle risorse (fra cui la 2008/98/CE che impone di privilegiare il recupero di materia rispetto a quello di energia). Ultima in ordine di tempo ma fondamentale per i contenuti, la risoluzione del Parlamento Europeo del 24 maggio 2012 che invita a ridurre la produzione di rifiuti fino a livelli prossimi allo zero per un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse.

Di seguito i punti più importanti della legge di iniziativa popolare.

Raccolta differenziata. Obbligatorietà dell’adozione del sistema di raccolta “porta a porta” e introduzione capillare del sistema di tariffazione puntuale, grazie al quale si paga una quota variabile a seconda di quanto indifferenziato si produce.

Moratoria sugli inceneritori. Per privilegiare il recupero di materia invece che di energia, giro di vite sull’uso dei termovalorizzatori per smaltire l’indifferenziato. Piano di dismissione degli impianti e sospensione degli incentivi per il loro funzionamento. Piano generale di riconversione impiantistica industriale.

Sgravi fiscali per Comuni e cittadini virtuosi. Tariffe più basse per il conferimento in discarica a chi produce meno rifiuti, agevolazione all’acquisto di beni prodotti con materiali riciclabili e riutilizzabili tramite un’IVA più bassa.

Controlli sulla gestione dei rifiuti. Netta separazione su ogni territorio fra gli enti preposti alla raccolta, allo smaltimento e al riciclo. Chi deve mantenere efficiente un inceneritore non può davvero promuovere la differenziata. Si cerca di eliminare questo conflitto di interessi.

Razionalizzazione della filiera alimentare. Predilezione della filiera corta, raccolta e redistribuzione del surplus alimentare.

Reato di inquinamento. Istituisce il reato di danno ambientale ed alla salute pubblica, prevedendo una responsabilità penale e un risarcimento danni a carico di chi inquina.  [l.m.]

 

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