Garbage Patch State: l’isola dei rifiuti

Articolo di Camilla Munno

Nasce il Garbage Patch State, una vera e propria isola di rifiuti galleggiante, un’enorme isola costituita dalle tonnellate di rifiuti in plastica che invadono l’oceano. E’ diventata un paese con una capitale, Garbandia, ed con una bandiera: un campo azzurro con cinque vortici rossi che rappresentano le isole di rifiuti esistenti sul pianeta.
Lo Stato di rifiuti è situato  tra il Mar dei Sargassi, l’Atlantico e l’Oceano Indiano.  Dalla forma e i confini indefiniti, è stato definito stato ad una cerimonia Unesco tenutasi a Parigi e organizzata dalle Nazioni Unite. Lo Stato è abitato da sacchetti di plastica, tappi e rifiuti di ogni genere, non è visitabile e calpestabile, ma lo si può vedere navigando tra i mari.

L’isola è nata dall’idea di un’artista italiana che l’ha creata attraverso la sua opera Wasteland, lo stato dell’immondizia (‘Terra desolata’, in riferimento al poema di Thomas Steams Eliot). La sua installazione è costituita da migliaia di tappi di plastica colorati, racchiusi in sacchetti trasparenti a simboleggiare quest’enorme continente di rifiuti fluttuante che inquina il nostro mare.

L’artista venne influenzata da un’isola di rifiuti galleggiante nell’Oceano Pacifico grande quanto il Texas, decise di visitarla e venne a sapere che non era calpestabile ed esistevano altre quattro isole come quella. L’accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico (North Pacific Subtropical Gyre), dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro.

L’esistenza della Grande chiazza di immondizia del Pacifico risale ad un documento del 1988 della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti, ottenuto calcolando le quantità di rifiuti plastici nel Pacifico tra il 1985 e il 1988.

Un team di esperti ha analizzato le isole che come si poteva prevedere sono costituite da sostanze altamente tossiche:

  • PCBs;
  • PAHs;
  • sostanze organoclorurate (pesticidi, erbicidi);
  • idrocarburi alifatici.

La quantità di plastica aumenta continuamente e i confini dello stato si allargano.

Luogo

superficie

Tonnellate di rifiuti

Great Garbage Patch Pacifico (nord

8.095.000

20.240

Western Garbage Patch Pacifico (sud)

715.520

2.860

North Atlantic Garbage Patch Atlantico (nord)

3.635.753

9.064

Atlantic Garbage Patch Atlantico (sud)

1.296.180

2.590

Indian Garbage Patch Indiano

2.183.480

2.185

Wasteland ha l’obiettivo di sensibilizzare gli abitanti del mondo alla tutela dell’ambiente, alla diminuzione della produzione di rifiuti ed alla giusta differenziazione, bisogna comprendere che il pianeta è un bene comune e le conseguenze delle cattive abitudini le paghiamo noi stessi.

Il sistema culturale e artistico ha un grande compito e capacità:  riuscire a coinvolgere il pubblico e motivarlo: stop al’inquinamento dei mari, e della Terra! Non facciamo aumentare questo Stato altamente dannoso per tutti noi e per gli animali che lo popolano, noi uomini abbiamo il potere di cambiare l’andamento del pianeta e renderlo un luogo vivibile, tutelandolo e tutelando noi stessi nel rispetto dell’ambiente e delle sue specie animali.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.thegarbagepatchstate.org,

 



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Informazioni su Camilla Munno

Camilla, laureata in Pianificazione ambientale, territoriale ed urbanistica al Politecnico di Torino, eclettica ciclista metropolitana, amante del paesaggio, della fotografia, della filosofia, con una grande passione per la scrittura. Ha il desiderio di “rifondare” Torino, attraverso i temi della sostenibilità, della valorizzazione del territorio: per una città più pulita, intelligente ed innovativa. Cerca di diffondere uno stile di vita sostenibile, si occupa di architettura, sociale, ambiente e mobilità sostenibile.

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