“LAST CALL” il documentario. Stiamo perdendo l’ultima chiamata all’azione?

Articolo di Lorena Gresl

“Ultima chiamata” è il titolo di un  documentario dall’impronta tutta Torinese, scritto e diretto da Enrico Cerasuolo, vincitore del premio “La casa di domani” del festival Cinemambiente. La pellicola ripercorre le tappe della realizzazione del volume “The Limits to Growth” (I Limiti dello Sviluppo, 1972), il bestseller che delineò per la prima volta in modo scientifico ed oggettivo  diversi scenari possibili per il futuro ecologico, economico, sociale e demografico del nostro pianeta.

Lo studio per il libro è stato commissionato da Aurelio Peccei (il Club di Roma) e affidato ad un team di scienziati del MIT : Dennis e Donella Meadows, Jorgen Randers e Bill Behrens, che diventano protagonisti del documentario. La pellicola non si focalizza sui contenuti specifici del testo, molto vasti e complessi, quanto sulla sua nascita, la sua accoglienza e sul messaggio (l’irrealizzabilità di uno sviluppo illimitato in un pianeta con risorse limitate)  rivolto a politici, economisti ed industriali.

Seguendo il lungometraggio, gli autori del libro confessano d’esser stati vittima del clima pregno di ingenuo ottimismo che dominava gli anni Settanta, credendo che passando il testimone ai leader politici e ai capitani d’industria, lo studio scientifico delle conclusioni avrebbe influenzato positivamente le loro scelte. Da allora sono passati 40 anni e le conseguenze delle scelte delle classi dirigenti, dettate da ovvi  calcoli politici e di profitto a breve termine, hanno fatto sì che la crisi globale (allora solo ipotizzata come una delle tante opzioni)  ora sia in atto.

Il documentario è ricco di materiali d’archivio e video d’epoca di grande interesse che supportano la narrazione, svelando le difficoltà e le resistenze incontrate nel divulgare un allarme che, seppur così drammatico, è stato sottovalutato, ignorato e spesso mal interpretato. Uno dei punti chiave che svelano le cause del ritardo d’azione durato decine di anni è il  fatto che i grandi leader hanno sempre intrecciato strettamente il concetto di crescita e sviluppo senza accettare la possibilità che la crescita possa essere limitata.

Il documentario, molto denso di contenuti, dopo un inizio lento e in crescendo termina mostrandoci la preoccupazione di  Dennis Meadows, Jorgen Randers e Bill Behrens nel constatare non hanno visto il mutamento desiderato nel quale hanno riposto la propria fiducia, impegno personale e lavoro di una vita.  Con l’aiuto degli scrittori, gli autori della pellicola si chiedono se sia ancora possibile far qualcosa per invertire la tendenza negativa, sfidandoci e costringendoci alla riflessione.

Nonostante la conclusione de  “L’ultima chiamata” sia dedicata alle idee, agli impegni e alle possibilità che abbiamo e alle iniziative che possiamo intraprendere per frenare la discesa verso il collasso sociale, ambientale ed economico, il messaggio più forte che ci rimane impresso è quello delle occasioni perse e la profonda  sfiducia nel futuro sostenibile per le generazioni, presenti e future.

Questa è l’ultima chiamata. I big faranno qualcosa per accoglierla?

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