Bici, auto, pedoni: convivenza possibile?

Articolo di Lorenzo Marinone

ciclisti pedoni“Noi le piste ciclabili preferiamo evitarle”. Strano se a dirlo sono dei ciclisti. Ancora più strano se lo afferma chi, come Marco, Davide e Jan, la bici la usa ogni giorno per lavoro: consegna pacchi a domicilio su due ruote.

I ragazzi di Pony Zero Emissioni macinano chilometri, su e giù per tutta Torino. E per la mobilità urbana chiedono soprattutto due cose: migliorare le infrastrutture e usarle con la giusta dose di buon senso. “Sono due passi strettamente legati – spiega Marco. Per quanto riguarda gli spostamenti in città, l’ottica deve essere quella della convivenza. Bisognerebbe sì avere piste ciclabili in buono stato, perfettamente collegate, segnalate e in sicurezza, ma anche automobilisti, ciclisti e pedoni che non creino situazioni pericolose con i loro comportamenti. E per ora non esiste nulla di tutto questo”.

Se al primo punto deve pensare soprattutto chi amministra la città, il secondo è responsabilità di tutti. “Quando un incrocio non ha un attraversamento specifico per le bici – continua Davide – dobbiamo usare le strisce pedonali. Ma così da un lato i pedoni si vedono invaso il loro spazio, e dall’altro le auto spesso non ti danno la precedenza con la scusa che non stai attraversando in modo regolare. Essere costretti a passare vicino ai pedoni, poi, è in ogni caso un rischio: sono imprevedibili, e non ti sentono arrivare perché sono quasi tutti al cellulare o con gli auricolari”.

Tutti contro tutti, quindi. Come porre rimedio? “Che sia chiaro: nessuno rispetta davvero tutte le regole – puntualizza Jan – nemmeno i ciclisti. Quello che dico, però, è: fai anche cose pericolose, ma solo quando non possono danneggiare gli altri. Oggi c’è troppo stress, ci si salta addosso per nulla.  Meglio evitare”. Più pessimisti o più ottimisti? “Forse né l’una né l’altra. Spostarsi in bici ti fa vedere il gap fra le generazioni. Quando la benzina costerà troppo o finirà il petrolio saremo tutti quanti costretti a cambiare modo di spostarci. Ci arriveremo per necessità, non per virtù. Ma ci arriveremo”.

E nel frattempo? Gabriele Del Carlo del coordinamento Bike Pride vede le stesse criticità ma pensa che qualcosa si possa fare già adesso. “Sicuramente serve una grande dose di buon senso. Anche per i ciclisti. Bisogna davvero mettere i cartelli “Bici a mano” nelle vie pedonali dello shopping o basta scegliere un’altra strada? Quello su cui invece bisogna puntare è dare priorità alle biciclette in fase di progettazione della mobilità urbana. Le ciclabili non devono essere ricavate sui marciapiedi, e non basta aggiungere i quadratini a lato delle strisce pedonali per rendere sicuro l’attraversamento di un incrocio. Risolvere in modo intelligente questi problemi renderebbe subito più semplice anche la convivenza fra diversi modi di spostarsi”.



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Informazioni su Lorenzo

Nonostante abbia preso la patente a Cuneo, per il blog Lorenzo si occupa di mobilità. A sua discolpa, si sposta per Torino con una bici color granata. Dopo una laurea in Filosofia ha iniziato a scrivere anche di rifiuti. A tutt’oggi non ha ancora capito bene qual è il collegamento, ma è solito ripetere che la vita è un pendolo fra la buccia di banana e l’impianto di digestione anaerobica dell’organico. Da bambino credeva che Blog fosse un personaggio del Signore degli Anelli e che frodo fosse un verbo.

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