Lo scambio che Fa bene.

Articolo e video di Lorenzo Marinone

progetto_fa_beneTre semplici passi per uno scambio intelligente. Recuperare l’invenduto dai banchi del mercato, farlo arrivare sulla tavola di chi ha bisogno, ricambiare con qualche ora di lavoro al servizio della comunità. Ecco la ricetta del progetto “fa bene.” attivo al mercato di piazza Foroni, nel cuore di Barriera di Milano. Nato da un’idea dell’associazione PLUG in collaborazione con Liberi Tutti e Caritas, “fa bene.” è ripartito lunedì scorso dopo i primi tre mesi di rodaggio e una breve pausa estiva.

“Il progetto – spiega Fabio Guida di PLUG – consiste nel valorizzare i rapporti di vicinanza attraverso uno scambio intelligente. In pratica è un bilanciamento del territorio pensato da una prospettiva sistemica, in modo che le entrate e le uscite si pareggino”. Non si tratta dell’ennesima iniziativa di solidarietà a senso unico, dove chi ha di più viene invitato a dare qualcosa a chi ha di meno. L’intelligenza sta nel capire quello che le persone coinvolte possono effettivamente dare. Gli ambulanti del mercato il loro invenduto, gli acquirenti una parte della loro spesa, chi riceve (famiglie in difficoltà, spesso senza lavoro e con figli a carico) parte del loro tempo per dare una mano nel quartiere, ad esempio assistendo gli anziani durante le emergenze caldo, alle feste di quartiere, oppure aiutando chi trasloca.

I collaboratori del progetto “fa bene.” (coordinati da GPL uniti per il quartiere), sempre presenti con un gazebo fra i banchi del mercato, si preoccupano di recuperare il cibo in eccedenza dai venditori. Poi lo dividono a seconda delle necessità delle diverse famiglie indicate dai servizi sociali, garantendo la varietà degli alimenti e con un occhio di riguardo per chi ha bambini. La consegna viene effettuata con una bicicletta dotata di cassone per il trasporto fornita da Muovi Equilibri. Un meccanismo ben oliato che ha fin da subito trovato l’appoggio di Urban Barriera e Circoscrizione 6.

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Il progetto guarda sia alla sostenibilità ambientale sia a quella sociale. Da un lato si riducono gli sprechi di cibo. Dall’altro si combatte l’emarginazione sociale. “È una linea che unisce tanti puntini – aggiunge Laura Edera di PLUG – e se ne possono aggiungere altri. Questo format è pensato per poter essere applicato anche in altre realtà. In questo momento stiamo procedendo a una mappatura delle associazioni che potrebbero collaborare in futuro. L’obiettivo è replicare il progetto altrove”.

I commercianti confermano questa tendenza positiva. “Hanno aderito al progetto praticamente tutti gli ambulanti del mercato, e anche molti negozi delle vie limitrofe – spiega Enzo, titolare di un banco di frutta e verdura – e anche la risposta della gente è buona: vedono il gazebo e i volantini, si informano, e spesso lasciano per “fa bene.” una parte di quello che comprano”. C’è anche chi – per così dire – lo fa per principio. “Già prima di questa iniziativa – spiega Fiore, che di banchi in piazza Foroni ne ha ben tre – davo qualcosa per il Cottolengo e per l’orfanotrofio. Adesso faccio in modo di avanzare almeno una cesta di pane al giorno: so che vendo 100, allora al forno ne ordino 110”.



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Informazioni su Lorenzo

Nonostante abbia preso la patente a Cuneo, per il blog Lorenzo si occupa di mobilità. A sua discolpa, si sposta per Torino con una bici color granata. Dopo una laurea in Filosofia ha iniziato a scrivere anche di rifiuti. A tutt’oggi non ha ancora capito bene qual è il collegamento, ma è solito ripetere che la vita è un pendolo fra la buccia di banana e l’impianto di digestione anaerobica dell’organico. Da bambino credeva che Blog fosse un personaggio del Signore degli Anelli e che frodo fosse un verbo.

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