“Planet under pressure”! Il futuro è ancora sostenibile?

Articolo di Camilla Munno

sostenibilita_futuroLuca Mercalli, presidente della Società meteorologica Italiana ed esperto di storia del clima e dei ghiacciai, ha presentato giovedì sera al Circolo dei Lettori di Torino i risultati del 5° Rapporto Mondiale sul clima dell’IPCC (Intergovernemntal Panel on Climate Change), conclusosi a settembre a Stoccolma, dedicato al rapporto tra consumo energetico del pianeta e risorse esistenti.
I risultati non sono buoni.

Clima, ambiente, energia, risorse naturali sono in crisi: l’uomo con l’eccessiva crescita economica e l’utilizzo sfrenato di risorse naturali ha divorato il capitale per le generazioni future.

Il riscaldamento globale è principalmente causato dalle attività dell’uomo, il quale è stato dimostrato essere al 95% la “causa dominante” nei processi di riscaldamento del pianeta, a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Se si continueranno a emettere grandi quantità di gas serra, si verificheranno  nuovi cambiamenti nel sistema climatico con gravi conseguenze per gli ecosistemi.

La soluzione è ridurre sostanzialmente le emissioni di gas serra, poiché le quantità di anidride carbonica prodotte hanno portato a un forte aumento di temperatura: il nuovo rapporto spiega come, al raddoppiare dell’anidride carbonica, le temperature potrebbero aumentare tra 1,5 e 4,5 °C.

La crescita economica è ancora possibile o si dovrebbe rallentare un po’? Le “scienze dure” parlano di limiti di spazio e tempo ormai superati da tempo, ma l’uomo pare non accorgersene e proseguire inesorabile nella rovina del pianeta.
Già Aurelio Peccei, intellettuale ed economista torinese, si era reso conto dei limiti della crescita economica stabiliti dalle regole della fisica, promuovendo nel 1972 il suo rapporto “I limiti dello sviluppo”,elaborato dal MIT. Dal 1972 le cose sono spaventosamente peggiorate: la popolazione si è comportata come i batteri, divorando le condizioni ottimali del pianeta, ma i limiti ormai sono alle porte a partire dai folli cambiamenti climatici.

Secondo Mercalli ci vorrebbe una nuova intelligenza collettiva, un’educazione e una formazione culturale che fin dalle scuole elementari abitui la popolazione a nuovi comportamenti, e anche una rieducazione delle popolazioni delle zone sottosviluppate.

Dobbiamo partire dalle nostre case, dice Mercalli, consumando meno, utilizzando pannelli solari, lampadine a basso consumo e auto elettriche- come già lui fa. Seguire abitudini più sane ed economiche sarebbe l’unico modo possibile, l’inversione di rotta per far scendere una curva che procede inesorabile verso la catastrofe.

L’uomo ha ancora l’intelligenza e la capacità di reinventarsi, per non arrivare ad un 2052 in cui non ci saranno più crescita e sviluppo, ma solo condizioni di vita invivibili.
Gli economisti da una parte e gli scienziati dall’altra stanno lavorando alle soluzioni per far convivere crescita e rispetto dell’ambiente, ma le prospettive non sono buone.

Il cambiamento culturale salverà il mondo?

Segnaliamo che inizia oggi (e si conclude giovedì 31) al Politecnico di Torino il convegno “Science and the future”, che presenterà occasioni di dibattito scientifico, culturale ed economico: non si può più rimandare, il nostro futuro è già presente!

Alcuni sessioni del convengo saranno aperte al pubblico, il programma completo è visionabile sul sito http://scienceandthefuture.polito.it/homer/.



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Informazioni su Camilla Munno

Camilla, laureata in Pianificazione ambientale, territoriale ed urbanistica al Politecnico di Torino, eclettica ciclista metropolitana, amante del paesaggio, della fotografia, della filosofia, con una grande passione per la scrittura. Ha il desiderio di “rifondare” Torino, attraverso i temi della sostenibilità, della valorizzazione del territorio: per una città più pulita, intelligente ed innovativa. Cerca di diffondere uno stile di vita sostenibile, si occupa di architettura, sociale, ambiente e mobilità sostenibile.

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