Le città possono scegliere il proprio futuro

Articolo di Camilla Munno

trasporto_sostenibileOggigiorno circa il 50% degli abitanti del mondo vive in città e grandi centri urbani, e per il 2030 è prevista una crescita al 60%.
Garantire la possibilità di potersi muovere e spostare in modo comodo, veloce ed economico è fondamentale per il metabolismo urbano: una città è fondata soprattutto su ciò che il suo sistema di mobilità le permette di essere.

Dal ‘900 ad oggi la motorizzazione si è diffusa moltissimo e per il futuro non si può considerare una continua crescita di questo tipo di mobilità: si stanno, quindi, pensando le alternative migliori per un domani “possibile”.

I meccanismi di mobilità si sono rivoluzionati, grazie a una maggiore attenzione per la questione ambientale, a una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte, ai cambiamenti socioeconomici degli ultimi anni e alla grande diffusione di internet come strumento per la propria mobilità.

Per ridurre il consumo di suolo, l’uso di energia, l’inquinamento e gli alti costi di gestione ed urbanizzazione del traffico motorizzato esistono innumerevoli soluzioni tra cui l’utilizzo di gas naturale, il road pricing, il car sharing, le nuove tecnologie come le scatole “on board”.

Le città di domani dovranno essere più indipendenti dal petrolio, più intelligenti, di qualità, e più efficienti, come già capita in alcune realtà europee. Le città attuali sono afflitte da un forte sprawl urbano, i confini non sono più limitati e l’eccessiva dispersione dell’urbanizzato crea notevoli problemi di consumo di suolo e perdita dell’identità storica e territoriale dei luoghi.

Servono nuove modalità per muoversi in città, dalle idee più avanguardiste come le funivie urbane alle già più diffuse ma ancora sottoutilizzate car sharing, bicicletta, TPL, che necessitano di politiche di gestione mirate e più efficaci.

Steven Dale, urban planner canadese e fondatore di CUP (Creative Urban Project), il più grande esperto e promotore di funivie urbane, ha presentato a Citytech – l’appuntamento sulla mobilità sostenibile che si è svolto recentemente a Milano, presentato in un precedente articolo – questa alternativa pensandola anche applicata ad alcune realtà italiane.

Le funivie urbane come mezzo alternativo, multimodale poiché può trasportare persone, auto, essere un luogo di servizio, che non consuma suolo e supera innumerevoli ostacoli, simbolo contemporaneo dei luoghi di incontro, costruiti come installazioni urbane, che segnano un nuovo skyline della città. Esse sono in grado di collegare punti molto distanti della città in modo economico, piuttosto veloce, paesaggisticamente rilassante e interessante, utilizzando tecnologie a basso impatto ambientale.

Esistono già molte realtà del genere, negli Stati Uniti, in America del Sud e in Cina. Londra, inoltre, ha una funivia che attraversa la città da Nord a Sud sorvolando il Tamigi, elettrica e dotata di impianti fotovoltaici.

Dal punto di vista scientifico e di ricerca, l’Ing. Ennio Cascetta dell’Università di Napoli, presidente della Società Italiana di Politica dei trasporti, alla conferenza internazionale Science and the future tenutasi al Politecnico di Torino la scorsa settimana ha proposto degli scenari alternativi, studiati con il suo gruppo di ricerca, tra cui:

  • Random Town: una città con un road pricing satellitare, auto più efficienti e meno inquinanti, buona manutenzione delle strade esistenti e minore costruzione di strade nuove. In poche parole possedere meno auto e scegliere altri mezzi di spostamento;
  • Sharedville Town: una città condivisa, orientata al trasporto collettivo e agli spostamenti a piedi e in bici. Può essere favorita incentivando la socialità e l’uso di mezzi pubblici migliorati qualitativamente, imponendo tasse sull’uso dell’auto o introducendo un sistema di crediti in base al proprio comportamento di mobilità (meno uso l’auto più crediti ottengo).

Molte alternative sono possibili e realizzabili, grazie alla ricerca e alla grande voglia di cambiare, bisogna fare pace col nostro pianeta e sfruttare ciò che ci ha concesso in modo positivo, recuperando dal passato e dalla storia abitudini e modalità di spostamento, cercando di trasformare l’economia attraverso sistemi di trasporto sostenibile ed energie pulite.



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Una foto di Camilla Munno

Informazioni su Camilla Munno

Camilla, laureata in Pianificazione ambientale, territoriale ed urbanistica al Politecnico di Torino, eclettica ciclista metropolitana, amante del paesaggio, della fotografia, della filosofia, con una grande passione per la scrittura. Ha il desiderio di “rifondare” Torino, attraverso i temi della sostenibilità, della valorizzazione del territorio: per una città più pulita, intelligente ed innovativa. Cerca di diffondere uno stile di vita sostenibile, si occupa di architettura, sociale, ambiente e mobilità sostenibile.

| 2 Commenti

2 commenti su “Le città possono scegliere il proprio futuro

  1. nicoletta_galvani81@libero.it'leaf81

    Mi piace il mondo che dipingi, è un futuro dove sarei felice di vivere. Purtroppo vedo che cambiamenti e mentalità prendono piede molto lentamente nelle nostre città, basti pensare ai (disastrosi) trasporti pubblici. Speriamo nel domani “possibile”!

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  2. Camilla

    Le città e le amministrazioni avrebbero il potere decisionale ed economico per gestire una nuova politica dei trasporti e ricreare città più pulite, efficienti e produttive per superare i momenti di crisi, basta scegliere che direzione seguire e come investire, forse è ancora utopia e semplice ricerca, ma speriamo nel futuro!

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