Bioresistenze – cittadini per il territorio

Sostenibile.com BioresistenzeOggi dedichiamo il nostro post alla presentazione del libro: “Bioresistenze – cittadini per il territorio: l’agricoltura responsabile”. Il libro “Bioresistenze” prende spunto da un progetto del Movimento di volontariato Italiano (MoVI) e della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia).

Il progetto ha descritto attraverso articoli e documentazione fotografica piccole e grandi realtà agricole che nel nostro Paese resistono al deturpamento ambientale e paesaggistico, resistono alle mafie, resistono all’appiattimento culturale e alla perdita di biodiversità.

Aziende agricole che nel loro lavoro quotidiano tutelano l’ambiente, i diritti civili, gli accordi sindacali, aziende che, forse senza accorgersene, costruiscono, quotidianamente, democrazia.

Il libro è un concentrato di storie dove i contadini lavorano con passione nel rispetto delle tradizioni, dell’ambiente, e delle specie autoctone, recuperando terreni abbandonati, dove scelgono di resistere attraverso una ricerca rispettosa della comunità e del territorio.

Sono “contadini resistenti”, nei loro orti dove crescono antiche varietà locali, tutto come una volta, ma con la convinzione che sia necessario ridurre l’impatto delle produzioni agricole sulla natura. I contadini lavorano per ricostruire il tessuto sociale della comunità dove vivono, rianimano il loro territorio, riscoprono e conservano antichi saperi intersecandoli con metodi produttivi innovativi.

Coltivano i terreni confiscati alla camorra nelle aree disagiate e iniziano un percorso di riscatto sociale che si rivolge a tutti gli abitanti, avviano percorsi educativi, formativi e di inserimento lavorativo. Fanno economia vera e agricoltura che come risultato produce crescita.

Cosa possono avere in comune queste e tante altre esperienze? Come mettere insieme percorsi umani, sociali, personali e professionali così diversi in un unico volume? In cosa individuare il filo rosso che lega cooperative, associazioni, piccole aziende famigliari, grandi imprese agricole?

Queste donne e questi uomini grazie al loro lavoro, al loro impegno, alla fiducia nel futuro, ogni giorno resistono semplicemente e tenacemente ai processi di degenerazione finanziari.

Resistono alla perdita di biodiversità, agli scempi ambientali, resistono all’appiattimento culturale che vuole privarci di gusti, sapori e saperi, resistono all’omologazione, al consumismo barbaro, resistono alle ma!e. Persone che, con chiarezza, ci guardano dicendo io sono qui, assumendosi la responsabilità di essere presenti, di rispondere ai bisogni del mondo in cui vivono, senza voltare le spalle al loro presente.

Donne e uomini che impegnandosi, ognuno a proprio modo, per costruire prospettive virtuose, fanno e curano la democrazia.

L’espressione resistenza non va qui mai intesa come volontà di opporsi al rinnovamento o al progresso, tutt’altro. L’idea di resistenza sottesa a questo percorso, è quella che si è manifestata nella resistenza partigiana. Allora un pezzo di società si prese l’impegno di cambiare l’ordine esistente, e di farlo unicamente perché era giusto: era giusto opporsi alla dittatura e alla sopraffazione.

Oggi resistere è presidiare il territorio per difenderlo dagli abusi, dagli scempi edilizi e ambientali, dallo sfruttamento !ne a se stesso e dalle ma!e. Un’azione di resistenza che ha come obiettivo il bene di tutti.

Impegno e responsabilità non sono prerogativa di alcuni ma concreto esercizio di cittadinanza possibile per tutti. C’è un’agricoltura e c’è un consumo, che costruiscono democrazia ogni giorno per tutti noi.

Complimenti e grazie a chi ha intrapreso questa strada non irta di difficoltà e insuccessi.

Info e contatti:

www.bioresistenze.it

bioresistenze@gmail.com

@bioresistenze

Volume fotografico, formato cm 21×26, 208 pagine, ISBN 88-6058-044-7

Esedra editrice

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