Acqua e vento

Sostenibile.com El HierroCi vuole davvero un bel po’ di energia  derivante dai combustibili fossili per raggiungere la piccola isola spagnola di El Hierro. Bisogna prima prendere un aereo tradizionale, poi un aereo a elica e infine un traghetto, per raggiungere l’isola che una volta era la fine del mondo conosciuto.

Una volta arrivati ci si può dimenticare, almeno in parte, del petrolio. L’antica isola al largo della costa occidentale dell’Africa, negli anni, è diventata un modello per il futuro. Tutta l’energia necessaria è prodotta da energie rinnovabili, un mix di energia eolica e idroelettrica.

El Hierro, la più remota delle isole Canarie, e adesso è la prima isola autosufficiente dal petrolio al mondo e non è mai stata collegata ad una rete elettrica tradizionale.

Un’altra isola, quella danese di Samso, è indipendente dal petrolio, ma in precedenza è stata collegata alla rete elettrica danese e non ha fatto il cambiamento, in completo isolamento elettrico, come El Hierro. L’isola non era collegata alla rete elettrica spagnola a causa della topografia del fondo marino circostante, infatti El Hierro, è un’isola vulcanica attiva, pertanto non avrebbe mai potuto collegarsi alla rete elettrica della Spagna.

In passato la popolazione di 10.000 abitanti veniva rifornita di energia elettrica attraverso grandi chiatte che portavano sull’isola 6.600 tonnellate di gasolio, l’equivalente di 40.000 barili di petrolio, ogni anno.

Questo fino alla scorsa estate, quando El Hierro ha inaugurato la centrale eolica di Gorona, un investimento di 110 milioni di dollari. Entro la fine di quest’anno, l’impianto produrrà tutto il fabbisogno energetico dell’isola, arrivando a produrre una potenza di 48 GWh all’anno.

E se manca il vento? Nessun problema: nei giorni con poco vento, l’acqua immagazzinata nel bacino di una centrale idroelettrica viene rilasciata attraverso un tubo che attraversa la collina rocciosa, fino a cadere attraverso le turbine sottostanti andando a compensare la mancata energia eolica. Mentre nei giorni dove viene generato un surplus di energia eolica, l’acqua viene pompata su per la montagna fino al bacino sovrastante pronta per un eventuale utilizzo.

L’impianto ibrido è costituito da cinque pale eoliche e due bacini artificiali. Tutto è collegato con sensori in modo che entro cinque secondi dalla mancanza di vento, la parte idraulica del sistema cominci a funzionare. I residenti dell’isola, non si accorgono minimamente del passaggio da un sistema all’altro.

El Hierro è la prima esperienza in tal senso in grado di coniugare le due componenti. L’attrezzatura e il sistema utilizzato, non è nuovo o rivoluzionario. Ma l’isola ha saputo unire l’acqua e il vento in modo innovativo e sinergic, in grado di assicurare un approvvigionamento costante di energia per i residenti dell’isola.

Il governo spagnolo, l’università locale e una società elettrica spagnola hanno collaborato al progetto. Gorona del Viento è uno degli ultimi grandi sforzi che il governo spagnolo ha approvato prima che la crisi finanziaria costringesse il governo a tagliare tutte le sovvenzioni per le energie rinnovabili.

El Hierro è stato a lungo conosciuto come un luogo di persone emigrate dalla Spagna. È stato considerato un avamposto lontano dalla terraferma spagnola, nel mezzo dell’Atlantico. Nel frattempo, El Hierro sta già pianificando il suo prossimo progetto energia. Ha in programma di avere tutte le auto dell’isola alimentate da energia elettrica entro il 2020

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