L’energia del futuro?

Sostenibile.com eolicoSecondo quanto è stato elaborato nel rapporto Global Wind Energy Outlook 2014 presentato da QWEC e Greenpeace International, negli ultimi due anni il comparto delle energie rinnovabile ha mostrato una brusca flessione di mercato, andando a smorzare l’entusiasmo forse eccessivo che potessero risolvere completamente i problemi derivanti dall’utilizzo del petrolio.

Secondo il rapporto ora, sembra che le nuove stime del settore mettano in evidenza una nuova controtendenza, ora ben più marcata della precedente e potenzialmente duratura nel tempo, che potrebbe spostare gli equilibri energetici verso l’utilizzo sempre maggiore delle energie rinnovabili a livello mondiale.

In particolare, quello che è stato messo in evidenza è che una delle tecnologie di riferimento sarà quella derivante dell’energia eolica, che è pronta a garantire da sola un quinto del fabbisogno energetico mondiale entro il 2030.

In particolare entro il 2020 l’energia derivante dal vento sarà in grado di produrre il 12% dell’energia elettrica mondiale con un incremento di otto punti percentuali entro il decennio successivo, quando, se le stime dovessero rivelarsi veritiere, si raggiungerà un totale di oltre 2.000 GW prodotti.

Questo successo dell’energia eolica anche perché questa energia è diventata la più economica e attualmente è in grado di rappresentare una risposta molto efficace alla domanda di risorse pulite, che vengono sempre più richieste da una popolazione che ormai è diventata decisamente sensibile al tema ambientale oltre che da politiche internazionali sempre più rigide ed esigenti in materia di impatto sull’ecosistema.

Ma quali saranno i paesi che sapranno approfittare maggiormente di questa tecnologia? Secondo il rapporto pubblicato il Brasile, il Messico e il Sud Africa hanno tutte le carte in regola per diventare le future superpotenze del settore eolico.

Il Brasile ha già da tempo avviato una serie di grandi opere che dovrebbero portare il paese alla produzione di 4GW entro la fine dell’anno; lo stato centroamericano punta a produrre 2GW entro i prossimi dieci anni. Mentre il Sud Africa sta puntando a diventare il più grande fornitore di energia ricavata dal vento di tutta l’Africa.

Anche questi sono dati che, se dovessero tenere alla riesamina dei fatti, non possono che essere giudicati positivamente. Il mercato si disloca e porta indotti anche nel Sud del mondo.

Il vento potrebbe essere la risorsa in grado di fare emancipare dal punto di vista energetico intere macrozone ad oggi assoggettate alle forniture dall’estero rendendole così autonome ma soprattutto green.

Allo stesso tempo, l’impulso al rinnovabile mira a smorzare la dipendenza, oggi inevitabile, dalle scorte di energie fossili dall’Est Europa, per non parlare dei benefici effetti che ne deriverebbero sotto il profilo della politica estera

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