Ambiente e salute

Sostenibile.com agricoltura biologicaLegambiente, chiede di ridurre da subito il più possibile l’uso dei pesticidi per offrire agli agricoltori ricerca, assistenza tecnica e formazione sui metodi di agricoltura biologica. Queste richieste arrivano alla Regione Piemonte dal Treno Verde, la storica campagna nazionale di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato dedicata quest’anno all’agricoltura e all’alimentazione in vista di Expo Milano 2015 che è stato in sosta in questi giorni alla stazione di Cuneo.

Il grido d’allarme sollevato anche dal recente rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che documenta l’incremento di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee. In Piemonte la presenza di pesticidi è stata riscontrata nell’86,1% dei punti e nel 41,3% dei campioni investigati nelle acque superficiali e nel 57,1% dei punti e nel 41,1% dei campioni delle acque sotterranee.

L’agricoltura italiana in questi anni, nel quadro della scelta di “qualità” che è l’unica che può garantire la sopravvivenza stessa degli agricoltori, ha fatto importantissimi sforzi per la diminuzione dell’uso dei pesticidi. Anche se la vendita di pesticidi è calata del 10 per cento la contaminazione continua purtroppo ad essere diffusa e cumulata, stando agli ultimi dati diffusi dall’Ispra. C’è, quindi, ancora molto lavoro da fare per fare in modo che sulle nostre tavole non arrivino prodotti dannosi sia per la salute umana che per l’ambiente.

Il recente rapporto pubblicato dall’Ispra indica ancora una volta l’Italia come il maggior consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata dell’Europa occidentale, con un consumo pari a 5,6 chili per ettaro ogni anno. Un valore doppio rispetto a quelli della Francia e della Germania. Il dato, sottolinea l’Ispra, continua ad essere molto alto sia per quanto riguarda il numero di residui di fitosanitari rinvenuti sia che per la quantità di punti di contaminazione.

Nel 2012, anno di riferimento della ricerca Ispra, nelle acque superficiali il 17,2% dei punti monitorati presenta concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Cresce anche la varietà delle sostanze riscontrate: 175 tipologie di pesticidi nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008. Tutte sostanze che si ritrovano poi sulle nostre tavole. Si calcola infatti che un terzo della frutta e della verdura che consumiamo in Italia presenta tracce di pesticidi. Alcuni campioni poi sono da record, con 6, 7, anche 9 principi chimici presenti contemporaneamente.

Un allarme arrivato lo scorso mese dal Tavolo delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica (di cui fanno parte Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura,SIEP, UpBio WWF) che da tempo sono al lavoro sul Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi previsto dalla direttiva europea del 2009 e adottato in Italia solo nel 2014.

Secondo le associazioni, il Piano italiano attualmente non contiene proposte concrete per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente. Non è prevista una sensibile riduzione delle sostanze chimiche in uso, ma solo l’obbligo a partire dal novembre 2015 di rispettare ciò che andrebbe rispettato per legge, ossia le prescrizioni contenute sulle etichette degli agrofarmaci. In quell’occasione il Tavolo aveva ribadito la necessità che i provvedimenti in attuazione del PAN seguano un iter trasparente visto che riguardano temi fondamentali per tutti i cittadini come la tutela della salute delle persone e dell’ambiente, che dovranno essere in primo piano per il nuovo periodo della programmazione dei fondi comunitari.

La tappa piemontese del Treno Verde è stata l’occasione per Legambiente per accendere i riflettori anche sul tema dei diserbanti. Ogni primavera infatti, quando tutto si va tingendo di un bel verde, i bordi delle strade cominciano invece a diventare delle interminabili strisce gialle. Gli addetti alla manutenzione e, sempre più spesso, anche i privati cominciano ad irrorare con diserbanti/disseccanti tutte le possibili fasce di vegetazione. Già in passato Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta aveva segnalato la situazione ad alcune amministrazioni provinciali (cui spetta la manutenzione della gran parte delle strade), chiedendo di interrompere questa pratica, pericolosa per la salute umana (possibile presenza di sostanze cancerogene), per gli animali (alcuni pastori transumanti hanno visto delle pecore morire dopo aver brucato l’erba avvelenata) e per gli ambienti acquatici (le sostanze irrorate vengono dilavate dalla pioggia e vanno a finire nei corsi d’acqua).

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