Gestione dei rifiuti urbani

????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Legambiente, nel dossier “Comuni Ricicloni 2015”, pubblicato pochi giorni fa da Legambiente emerge come ben 356 Comuni italiani abbiano prodotto nel 2014 meno di 75 Kg di rifiuti indifferenziati procapite mentre ben 1.520 Comuni differenzino oltre il 65% dei rifiuti.

Gran parte dei municipi è situata nel Nord-Est del Paese (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le regioni con la più alta concentrazione di Ricicloni), con la sostanziale novità della forte crescita delle località del Centro-Sud che vede aumentare i comuni virtuosi dal 18 al 25% del totale nazionale. Crescono in particolare nelle Marche e in Campania: segno evidente che cambiare e innovare, anche in pochi mesi, è possibile.

Il Piemonte non eccelle rispetto al resto delle regioni del Nord per numero di Comuni che raggiungono il 65% di raccolta differenziata: solo 159 Comuni su un totale di 1206, cioè il 13,2%; una percentuale inferiore alla media nazionale del 18,9%. Nella regione non mancano, comunque, le eccellenze: Verbania è il capoluogo piemontese più virtuoso (72% di raccolta differenziata) e supera di poco Novara (70,9%); Carmagnola (TO) è il miglior comune sopra i 10.000 abitanti e Vinchio (AT) il migliore tra quelli con una popolazione al di sotto dei 10.000 abitanti.

L’eccellenza nell’eccellenza sono i comuni Rifiuti-free, cioè quei comuni che producono annualmente meno di 75 kg di rifiuti pro-capite. Dei 356 municipi italiani, 9 sono piemontesi, tutti con meno di 10.000 abitanti: 4 in provincia di Asti (oltre a Vinchio, Revigliasco d’Asti, Castagnole delle Lanze e Vigliano d’Asti), 3 in provincia di Torino (Cambiano, Baldissero Torinese e Pino Torinese), uno in provincia di Cuneo (Chiusa di Pesio) ed uno in provincia di Alessandria (Pecetto di Valenza).

Legambiente da un lato riconosce l’urgenza di una revisione dell’attuale Piano, ormai obsoleto, dall’altro vorrebbe che questo contribuisse a rilanciare in modo forte sui territori una serie di politiche di gestione virtuosa dei rifiuti, tenendo conto delle caratteristiche, delle esperienze e dei bisogni di tutti, compresi i comuni che molto spesso sono forieri di buone pratiche d’eccellenza.

Le azioni secondo Legambiente da mettere in campo per raggiungere risultati virtuosi e un cambiamento culturale ben radicato devono tenere in considerazione sia l’aspetto della gestione, sia quello del coinvolgimento e della responsabilità dei cittadini attraverso campagne di sensibilizzazione e percorsi di formazione rivolti alle scuole, ai cittadini e ai tecnici comunali.

Legambiente propone alla Regione Piemonte di orientare la scrittura del Piano seguendo i principi e le proposte contenute nel “Manifesto per un’Italia Rifiuti Free”, mettendo al centro il principio del “Chi più inquina più paga”, prevedendo il meccanismo di incentivi e disincentivi come la tariffazione puntuale e sgravi tariffari a chi produce meno rifiuti e ricicla di più da rivolgere ai privati cittadini, alle aziende e alle pubbliche amministrazioni.

Documento integrale con le osservazioni di Legambiente:

http://www.legambientepiemonte.it/wp-content/uploads/2015/07/Osservazioni_Piano_Rifiuti.pdf

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