Ricette di un secolo passato

Sostenibile.com PanTramvaiArticolo di Paola Morgese

Sfogliando un libro di cucina, che usava mia nonna, mi sono imbattuta in un capitolo, in cui ho trovato delle ricette semplici, per la maggior parte salutari e vegane, dallo strano titolo: “Ricette della carestia”.

Il libro contiene alcune delle diverse migliaia di ricette inviate dai radioascoltatori al conduttore di una seguitissima trasmissione di una radio privata degli anni Settanta. Quelle del capitolo sulla carestia sono circa cinquanta.

Per darvi un’idea, vi riporto qualche titolo: carciofi pre-allarme, papaveri e fagioli, castagnaccio del ’43, castagnaccio per il ricovero, caffé di cicoria (lupini, ceci, fagioli e simili), minestra di cicerchie, gnocchi del poverello, frittelle di alghe, pan tramvai, frittata dei poveri.

Questa è la nota introduttiva alla ricetta della minestra di cicerchie: “Le chichierchie, specie di legumi di scarso valore commestibile, ma ottimo mangime per animali, fecero la loro comparsa durante la guerra quando i legumi pregiati si eclissarono sulle nostre tavole. Il loro aspetto era un incrocio tra la fava e il lupino…”.

Forse è stata l’atmosfera cupa del periodo bellico a creare malintesi su questi ingredienti. La zuppa di cicerchie, ormai da tempo, fa parte della mia alimentazione vegana. Mi ha impressionato leggere che erano considerate solo come “mangime per animali”. Sono buonissime, ricche di proteine e nutrienti al pari degli altri “legumi pregiati”. Anzi, adesso sono forse più esclusive e più costose degli altri legumi più conosciuti.

Comunque, mi sono messa d’impegno e ne ho provato qualcuna, come la frittata vegana e gli gnocchi del poverello. Sono buonissime, salutari e nutrienti. Ma queste sono ricette comuni, che fanno già parte delle nostre abitudini alimentari.

È stata invece una vera sorpresa riportare letteralmente in vita uno sconosciuto “pan tramvai”. Mentre lo impastavo, lo infornavo ed iniziavo a sentire il suo aroma mentre cuoceva, è stato un po’ come fare un viaggio indietro nel tempo. È la ricetta di una merenda per bambini di quasi un secolo fa. E, quando l’ho assaggiato, mi è quasi sembrato di vederli quei bambini. Ridare forma, colore, sapore, odore e materializzare qualcosa del passato è stata un’esperienza dolce ed avvincente.

Queste vecchie gustosissime ricette sono fatte con ingredienti naturali, economici, facilmente reperibili, prodotti localmente, e spesso personalmente, e con materie prime di ottima qualità ingiustamente declassate. Sono dei piccoli capolavori di sostenibilità.

Paola Morgese, PMP
Ingegnere civile idraulico
Specialista in ingegneria sanitaria ed ambientale
http://it.linkedin.com/in/ingpaolamorgese/en
http://progettisostenibili.wordpress.com/

 

Bibliografia

Autori vari, Le mille e una… ricetta – Frijenno magnanno, a cura di Gianni de Bury, Radio Antenna Capri, Edizioni Tursport, Napoli, 1977.

 

Nella foto: il “Pan tramvai”.

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