Possiamo fare a meno del petrolio? E del gas “naturale”?

Articolo di Umberto Novarese – Fondazione Telios

centrale_termoelettrica

Spesso ci si dimentica che non è tanto il grado di inquinamento a creare l’effetto-serra e il conseguente riscaldamento globale, quanto la combustione: ossia bruciare petrolio, gas “naturale” (cioè metano), carbone e altri combustibili.

La CO2, anidride carbonica, che si sviluppa dalle combustioni, crea quella specie di spessa pellicola che al di sopra delle nubi fa da vetro-serra al globo terrestre, con tutto ciò che ne consegue. Conclusione: un’auto che va a gasolio, benzina, metano, gas di petrolio liquefatto (gpl), inquina in modo decrescente, sì, ma emette CO2 in proporzione alla cilindrata, comunque.

Così una centrale termoelettrica, ovvero un impianto che brucia carbone, petrolio, metano, per far girare i generatori di corrente e produrre elettricità, fa le stesse cose.

Oggi, in Italia, circa il 98% dell’energia necessaria a far muovere tutti i mezzi di trasporto circolanti (auto, camion, autobus, treni, tram, ecc.) proviene dalla fonte petrolifera, il restante 2% proviene dalle altre fonti fossili (gpl, metano, carbone) sia direttamente (nei motori) che indirettamente (energia elettrica che muove treni e tram).

Diverso è il mix energetico alla base della produzione di energia elettrica: per il 2012 i dati pubblicati dall’Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas ci fanno vedere che oltre all’idroelettrico (che storicamente ha sempre avuto un certo peso sia pur decrescente in percentuale) che ha contribuito per un 14%, c’è stato quasi un 11% prodotto da impianti eolici e fotovoltaici, mentre il restante 75% è stato prodotto da centrali a metano, principalmente, e poi a carbone, petrolio, biomasse e rifiuti, e infine ….. è arrivato dall’estero, principalmente dalla Francia che produce con il suo nucleare più di quanto consuma.

Di fronte a questo 14 + 11 = 25% si può davvero dire: è proprio da qui che si può andare avanti !

Per quanto riguarda i trasporti, invece, non è neppure visibile la quota di veicoli mossi dall’elettricità, intendiamo quelli su gomma (mentre treni e tram già ci sono): è lo zero virgola zero ecc. ma qui parecchio bolle in pentola !

Impianti di estrazione petrolifera offshore, classificati in base alla profondità delle acque (crescente da sinistra a destra - Wikipedia) Possiamo farne a meno ?

Impianti di estrazione petrolifera offshore, classificati in base alla profondità delle acque (crescente da sinistra a destra – Wikipedia). Possiamo farne a meno ?

Fermiamoci ora al primo punto: come produrre elettricità da fonti rinnovabili, senza combustioni, quindi senza petrolio, gas metano, e carbone.
Possiamo fare a meno del petrolio ? del gas ? del carbone ?
Che sia possibile lo si è visto fin dagli albori, quando all’inizio del ‘900 quasi tutta l’energia elettrica era prodotta in Italia da impianti idroelettrici.

Che sia possibile farlo anche oggi, aggiungendo agli impianti idroelettrici (limitati per forza di cause naturali, non è più possibile costruirne di nuovi di una certa taglia, il territorio non lo consente) quelli eolici e fotovoltaici, è il nuovo terreno di sfida, e di scontro, a tutti i livelli.

Iniziamo quindi a battagliare anche noi!
(nella prossima puntata un primo assaggio)

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