Archivi tag: filiera corta

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Sostenibile.com ristorazioneLa Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) sta suggerendo a tutti i suoi associati una maggiore attenzione a quelli che sono aspetti ambientali. Anche nella ristorazione è arrivato il momento di andare verso una gestione sostenibile attraverso un’accurata scelta delle materie prime, filiera corta, risparmio energetico.

Questi sono  solo alcuni dei trend di una ristorazione sostenibile. Per questo motivo propone alcuni suggerimenti da mettere in pratica da parte dei gestori di bar e ristoranti per rendere il proprio locale sempre più green.

Ridurre gli impatti sull’ambiente è un obiettivo primario su cui puntare per rendere l’Italia sempre più in linea con gli orientamenti europei nel settore. In Italia lo scenario evidenzia un progressivo orientamento a pratiche “green” di bar, ristoranti e locali, tuttavia il panorama risulta ancora abbastanza frammentato e disomogeneo.

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“Dai GAS alla zeta”: geografia di un’economia nuova

Articolo di Vittorio Gimigliano

dai_gas_alla_zetaNel buio della grande crisi, poche sono le luci che illuminano la notte. “Un’economia nuova: dai Gas alla Zeta”, pubblicato da Altreconomia nella collana “I Libri inchiesta”, è un affascinante e luminoso viaggio nel molteplice ed eterogeneo mondo dell’economia solidale in Italia.

In duecentosedici pagine prende corpo una sorprendente geografia di quella rete vasta e variegata che ogni giorno, nelle aree urbane e nei territori rurali, nei centri come nelle periferie, anima di pratiche solidali questo Paese. Un libro, curato dal Tavolo per la Rete Italiana di Economia Solidale che ha coinvolto oltre cinquanta autori, tra il nord ed il sud, tra l’est e l’ovest d’Italia. Dieci capitoli per un libro collettivo in cui si materializzano la diffusione, la densità e l’intensità delle reti di economia solidale.

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Il cesto della buona spesa

Articolo di Alessandra Mazzotta e Daniela Calisi

cesto_spesaFrutta e verdura dell’orto Di Sana Pianta, azienda agricola che pratica agricoltura sinergica nell’Alessandrino. Baci di dama e pasticcini artigianali preparati dai detenuti del carcere di Verbania. Marmellate di arance e di limoni provenienti dalle terre confiscate alle mafie.
Hanno un altro sapore i prodotti scelti per una nuova iniziativa, il cesto della buona spesa, pensata da due realtà di San Salvario a Torino: la frullateria-gastronomia Yankuam & co, in via Galliari 19 e Verdessenza, l’ecobottega della sostenibilità, in via San Pio V n. 20/F.

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L’agricoltura sociale di Cavoli Nostri

Articolo di Gaia Matteucci

cavoli_nostri_cooperativa_agricolaDaniela, Davide C., Elena, Federico, Giovanni, Marco, Martina, Mauro, Renato, Silvia, Stefania, Davide G., Umberto e Virginio. Sono loro i nomi e i volti di Cavoli Nostri, cooperativa sociale agricola di tipo B che coinvolge gli ospiti della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Feletto, un piccolo comune in provincia di Torino, offrendo loro una possibilità di riscatto.

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iDinner, la cena in kit

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

Foto di Pippo Torre

 

Pianificare alla perfezione la propria giornata non è sempre il modo migliore per trovarsi rilassati prima di andare a letto. Basta un minimo intoppo e siamo costretti a fare tutto di corsa come al solito. Anche ritagliarsi un’ora per sé a colpi di yoga, pilates o calcetto non è la soluzione ideale. Lo stress è di nuovo in agguato appena chiudiamo le parentesi zen o ludiche. Bisognerebbe potersi permettere non solo di spezzare la giornata ma di cambiare il proprio stile di vita. Se non in modo drastico, almeno in qualche momento importante. Continua a leggere

Chi non va al Gac in compagnia…

 

Articolo e foto di Chiara Paolillo

 

 

Qualità, prezzo, comodità.

Questi i tre plus di un Gac secondo chi va lì a rifornirsi. Ma chi sono queste persone? Qual è il loro profilo? Nel via vai di gente che si reca negli orari di apertura nei Gac di Torino alto è il numero di trentenni. Quei trentenni della screwed generation, generazione fregata o generazione perduta che dir si voglia. Sono proprio le loro le antenne più drizzate e attente a un consumo critico, che va oltre il fare la spesa al supermercato o al mercato.

Ma perché ci vanno?

C’è Maria Chiara, che arriva con la sua bici pronta a essere caricata di ortaggi prenotati: «Qui i prodotti costano meno, noto un risparmio rispetto al mercato. Venire qua è uno dei modi per fare la mia parte ed essere sostenibile». Continua a leggere

La fattoria nelle scuole piemontesi.

 

Articolo e foto di Camilla Munno

 

 

Per filiera corta si intende un tipo di commercio alimentare che permette al consumatore di acquistare direttamente dal produttore. Questo tipo di scambio permette al cliente di creare un contatto diretto col produttore, di fiducia e informazione sul prodotto, ed inoltre è vantaggioso per l’uomo e per l’ambiente , poiché vengono eliminate le fasi di distribuzione quali confezionamento, imballaggio e trasporto, alquanto inquinanti e costose.

La filiera corta permette quindi una diminuzione dei consumi di energia, di inquinamento e traffico, sfruttando la coltivazione delle nostre terre, ripercorrendo la storia dei prodotti tipici e rispettando la stagionalità, ci riporta alle tradizioni e ad un’alimentazione ormai dimenticata, conveniente sia per il compratore che per il produttore.

La filiera corta è un modo per sfruttare le risorse e la biodiversità dei territori, nasce dal bisogno di nuove forme di scambio e condivisione, una ricerca dei sistemi del passato; un ritorno all’agricoltura e all’uso della terra per superare le difficoltà economiche, un rilancio della biodiversità in chiave contemporanea.

Il progetto promosso dal Comune di Torino Continua a leggere

Chi non fa la spesa in compagnia…

 

Articolo di Claudia Piazza e Lorenzo Marinone

 

 

Facciamo la spesa in molti modi. C’è chi si programma il sabato pomeriggio, infila tutta la famiglia in macchina, suocera compresa, e raggiunge il centro commerciale più fornito e vicino. Chi va dal panettiere la mattina presto sennò poi il pane è già vecchio. Chi si arma di borse, sporte, carrelli e carrellini e studia meticolosamente tutte le sue 72 tappe per recuperare lo stretto indispensabile (ogni giorno).

Qualcuno invece fa la spesa semplicemente con la testa. Sono quelli che si rivolgono ai Gruppi d’Acquisto.

Il Gruppo di Acquisto Collettivo è una realtà ormai ben consolidata a Torino e provincia. I suoi punti di forza sono il rispetto della filiera corta, il km zero (i prodotti vengono quasi tutti dalla provincia di Torino) e il biologico. Ma non solo. Il Movimento Consumatori, anima e motore di questa organizzazione, ha provato a ripensare il rapporto fra i cittadini e il territorio in ambito alimentare.

Cosa significa acquistare in un altro modo? In un’economia di mercato Continua a leggere