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Consumo critico ed Economia Solidale

Sostenibile.com consumo criticoAll’interno della manifestazione San Salvario ha un cuore verde di Torino, che quest’anno festeggia la quarta edizione, sostenibile.com in collaborazione con altre associazioni del territorio torinese e le Biblioteche Civiche Torinesi, ha organizzato presso il polo culturale Lombroso 16 di Torino una tavola rotonda dalle ore 15:00 alle ore 17:00 dove si parlerà di consumo critico.

In questi ultimi anni l’approccio critico al consumo è notevolmente cresciuto in Italia, dove crescono anche le piattaforme digitali che supportano ed agevolano la partecipazione attiva della cittadinanza.

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Collaborare per innovare!

Sostenibile.com collaborare per innovareArticolo di Camilla Munno

Nasce a nel territorio di Cagliari una nuova realtà di progettazione collaborativa, tra il vecchio e il nuovo, che cerca di realizzare forme di relazione e di collaborazione ormai dimenticate ponendo il territorio come sistema locale di riferimento.

Collabora, un laboratorio di innovazione territoriale collaborativo che è stato ideato per il primo workshop sul “Collaborative Territories Toolkit: progettare lo sviluppo di Economia Collaborativa nei territori” a Smart City Exhibition 2014.

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Un intervento collettivo

 

Articolo di Carolina Gomez

 

 

Foto di Aquila

Urbanistica e sostenibilità sono due tematiche che per molti rimangono concetti indefiniti, molto ampi e a volte confusi, principalmente per chi non sa cosa veramente significano e in quali campi della nostra società sono coinvolti; al contrario sono una realtà in cui molti di noi anche senza essere architteti o progettisti possiamo intervenire in maniera attiva.

La costruzione e lo sviluppo della città è una problematica propria della figura che ricopre il ruolo di pianificatore urbano: analizzando contesti e bisogni della comunità e del comune (cittadini ed entità governative) egli applica le proprie conoscenze per generare spazi pubblici e incrementare le dinamiche della città. L’urbanistica, scienza che studia questa branca dello sviluppo, considera e paragona numerose variabili per creare posti e attività di condivisione nei quali si possa vivere la città in maniera collettiva. Visto che ogni contesto e ogni comunità è nettamente differente dal resto delle altre, ogni città con i suoi parchi, piazze, edifici e strade, dà un’impressione differente, giacchè ognuna è strutturata e vissuta in modo diverso.

E tutto questo cosa ha a che vedere con la sostenibilità? Continua a leggere

Oursecretgarden…God save the green!

 

L’articolo di Marta Zanetta sugli orti cittadini che “atterrano” come verdi alieni sui tetti dei fabbricati nei nostri cortili ci è sembrato un buon inizio per cominciare a parlare di urbanistica, di architettura e di design in chiave sostenibile.

L’alieno in questione non arriva da una galassia sconosciuta, ma appartiene al nostro patrimonio di conoscenze, e pur differenziandosi  per  collocazione e  tecnica realizzativa vuole rispondere alla stessa esigenza .

Si tratta di utilizzare le risorse della terra, curandole e favorendone la crescita, limitare lo spreco, favorire la collaborazione, aumentare la  consapevolezza delle azioni, sfruttare ciò che abbiamo imparato per trasmissione di conoscenze consolidate e innovare con tutto quello che la scienza e la tecnologia ci permettono di utilizzare.

Lo spirito dell’orto segreto è lo spunto interpretativo per l’approccio sostenibile alle discipline di cui ci occuperemo; l’urbanistica, l’architettura, e il design sono “scienze che ruotano intorno all’uomo ”, e da sempre ne affiancano e forse ne anticipano i profondi mutamenti degli stili di vita.

Sono oggi chiamate a rispondere a esigenze nuove, più complesse e ramificate attraverso nuovi tipi di analisi, differenti punti di vista, nuove forme di collaborazione sociale, nuovi strumenti e soprattutto la possibilità di utilizzare un’infinita cascata di dati a disposizione.

Ci occuperemo, tra le altre cose, di design sistemico, di “sensible city”, di energie rinnovabili, di progetti innovativi, di ecomusei, progettazione partecipata e risparmio energetico, senza aver la pretesa di esaurire nessuno di questi argomenti ma con la speranza di diffondere e divulgare i segnali di una rivoluzione di pensiero in atto.

Germana

 

Articolo di Marta Zanetta

copyright Michele D’Ottavio

 

Che ci fanno pomodori, zucchini, melanzane e lattuga sul tetto dello STUDIO999 in via Goito 14?

Me lo spiega l’arch. Elena Carmagnani fondatrice nel 1999 con l’arch. G. Davi e G. Gatti dello studio sito dal 2004 presso un edificio ottocentesco nel cuore di San Salvario.

Lo STUDIO999 a fine mese si recherà a Vienna per ritirare un premio molto prestigioso: il Best Private Plots – Die besten Gärten 2012. Un grande simposio in grande stile austriaco che premia ogni anno i migliori progetti legati al tema del verde. Il progetto, premiato nel 2010 anche da Legambiente Italia con il premio Innovazione Amica dell’Ambiente, nasce in occasione della ristrutturazione di un ex edificio industriale dei primi del novecento, con l’idea di creare un’area verde visibile anche da satellite, ma non solo, anche uno spazio dedicato alla convivialità e al tempo libero. Ad apprezzare l’idea dell’orto sono stati soprattutto i condomini della palazzina in cui lo studio risiede, le scolaresche che hanno iniziato a fare alcune attività didattiche all’aria aperta e i residenti del quartiere che inL circostanze particolari, come in occasione di Paratissima 2010 e 2011, hanno potuto apprezzare questo nuovo ed inusuale spazio.

Ma ora passiamo alla domanda fatidica: come si realizza un orto su un tetto piano? E quali vantaggi offre?

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