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Shell rinuncia a nuove trivellazioni in Piemonte

Shell ha comunicato al Ministero dello Sviluppo Economico di voler rinunciare alle attività di ricerca di idrocarburi nell’area di 462 km2 denominata “Cascina Alberto” che interessa 78 Comuni della province di Novara, Vercelli, Biella e Varese.

Una notizia importante che non potrà far che del bene al territorio ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.

Legambiente si è sempre opposta ad una possibile nuova deriva petrolifera nella regione Piemonte sia per il rischio a cui sarebbero stati sottoposti il territorio e la popolazione, sia perché il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti e protagonismo delle grandi lobby.

La rinuncia di Shell è quindi una grande vittoria per chi si è opposto al progetto in questi anni e al tempo stesso un’opportunità per il territorio che ora può con maggiore serenità valorizzare la sua vocazione turistica e la pregiata produzione vitivinicola.

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1000 piazze, un mare di sì

Sostenibile.com TrivelleAnche il gruppo locale di Torino di Greenpeace ha partecipato lo scorso weekend alla mobilitazione nazionale “1000 piazze, un mare di Sì” per sensibilizzare i cittadini italiani sul referendum del prossimo 17 aprile. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato Vota sì per fermare le trivelle, a cui aderisce anche Greenpeace.

Per far conoscere agli italiani l’importanza di questo appuntamento referendario sono stati organizzati in tutta Italia centinaia di iniziative: flash mob, piazze tematiche, attività di volantinaggio, biciclettate, catene umane, concerti e feste in piazza.

A Torino il Comitato Vota Sì per Fermare le Trivelle ha organizzato una bellissima pedalata dal Parco del Valentino un percorso a forma di SI e lungo 12 miglia attraverso la città! Il tutto si è concluso con musica e cibo nella magnifica cornice dei Giardini della Cavallerizza Reale, riaperti e resi fruibili alla cittadinanza da Assemblea Cavallerizza 14:45 due anni fa.

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Si al Referendum

Sostenibile.com Vota SìA soli tredici giorni dal 17 Aprile si intensificano le iniziative, gli eventi e le manifestazioni della campagna per votare SÌ al referendum e fermare le trivellazioni in mare dando un chiaro segnale politico a favore della produzione di energia da fonti rinnovabili che sia il più possibile svincolata dalle lobby delle società petrolifere.

Queste le prossime tappe della campagna per il SÌ al referendum.

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Perché SI

Sostenibile.com SIIl 17 aprile, oltre 50 milioni di italiani tra poco più di un mese saranno chiamati a votare per abrogare la norma che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.

L’appello, prima al Governo poi al Capo dello Stato, perché si decidesse per un election day, che accorpasse in un’unica data il referendum popolare sulle trivelle e le elezioni amministrative, è rimasto inascoltato. La scelta del Governo di far votare gli italiani il 17 aprile comporta uno spreco di 360 milioni di euro di soldi pubblici e tempi strettissimi per informare i cittadini.

Ecco alcune buone ragioni per votare SÌ al referendum contro le trivelle del 17 aprile:

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Election Day referendum sulle trivelle

Sostenibile.com no alle trivellePochi giorni fa la Corte Costituzionale ha stabilito che i cittadini potranno dire la loro sulle trivellazioni, ammettendo un referendum sulla ricerca di petrolio nei nostri mari proposto da ben 9 Regioni.

Per facilitare la partecipazione e risparmiare centinaia di milioni di euro, Greenpeace, suggerisce che si potrebbe fare qualcosa di molto semplice: accorpare la data del referendum e quella del primo turno delle prossime amministrative.

Il governo, però, sta già pensando a qualcosa di diverso: per affossare la democrazia e compiacere le compagnie petrolifere è disposto a evitare l’ELECTION DAY, sprecando centinaia di milioni di euro dei cittadini!

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“Per un pugno di taniche”

piattaforma-petrolifera24mila chilometri quadrati di mare da trivellare per estrarre 10 milioni di tonnellate di greggio (stimate), che visti i nostri standard di consumo coprirebbero il fabbisogno di appena 2 mesi. È questa la denuncia di Legambiente nel dossier “Per un pugno di taniche”, presentato mercoledì scorso durante la tappa siciliana di Goletta Verde, campagna a difesa del mare e delle coste italiane che anche quest’anno sta concentrando la propria azione nella lotta contro le trivelle. Continua a leggere

Fracking, la nuova frontiera USA del petrolio

Articolo di Camilla Munno

frack1Il fracking è una fratturazione idraulica che sfrutta la pressione dei fluidi, in genere l’acqua, per creare e propagare una frattura in uno strato roccioso, spesso denominata con i termini inglesi fracking o hydrofracking. Le fratture possono essere naturali o create dall’uomo. Per quanto riguarda quelle create dall’uomo vengono indotte in profondità in ben precisi strati di roccia all’interno dei giacimenti di petrolio e gas, estese pompando fluido sotto pressione e poi mantenute aperte introducendo sabbia, ghiaia, granuli di ceramica come riempitivo permeabile; in questo modo le rocce non possono richiudersi quando la pressione dell’acqua viene meno. Continua a leggere