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Cosa sono le smart cities

Con il termine Smart Cities si intende un insieme coordinato di interventi che mirano a rendere la città più sostenibili da un punto di vista energetico-ambientale, sia nelle case quanto nelle strade.

Il termine sostenibilità, in questo caso, è inteso anche nella qualità dei servizi urbani e nella qualità stessa della vita all’interno della città.

Il concetto di “smart city” individua quindi l’insieme organico dei fattori di sviluppo di una città mettendo in risalto l’importanza del “capitale sociale” di cui ogni ambito urbano è naturalmente dotato.

Non si tratta quindi di fermarsi al concetto di “città intelligente” intesa come “città digitale”, ma di fare un passo in avanti.

Ma quali sono in parametri che definiscono le smart cities? I parametri presi in questione sono: Smart Economy, Smart Mobility, Smart Environment, Smart People, Smart Living e Smart Governance.

L’insieme di questi sei parametri, studiati scientificamente da un gruppo di ricercatori guidato dal professor Dr Rudolf Giffinger del Centre of regional Science della Vienna University of Tecnologies, individua in pratica l’essenza di una smart city, che è quindi qualcosa di più che una città digitale o tecnologicamente avanzata: è l’insieme organico e multiforme del capitale fisico ed economico, e di quello intellettuale e sociale.

Questo accento al capitale intellettuale e sociale, di per sé coinvolge già gli abitanti come uno dei fattori essenziali per la crescita di una città: spiega insomma che quanto più è vivibile una città, maggiore sarà il grado di smartness (competitività, creatività) dei cittadini che la abitano, e conseguentemente dello sviluppo della città stessa.

Per realizzare questo “collante” tra questi parametri si fa ampio utilizzo di tecnologie ICT (tecnologie dell’ informazione e della comunicazione) e soprattutto di “intelligenza” e di capacità di progettazione sistemica, da cui il suffisso “Smart”.

In particolare il design sistemico consiste nell’analizzare il contesto dove sono inserite varie attività, ad esempio quelle commerciali, e il modo con cui si relazionano con le altre realtà. Il design sistemico può portare una nuova visione di come fornire prodotti e servizi che tengano in considerazione il valore dell’ambiente, del territorio, della comunità e dell’identità culturale.

Come risultato, questa forma innovativa di design può suggerire nuove pratiche di sviluppo e gestione in grado di ridurre la produzione di emissioni e generare così un benessere diffuso.

L’ecosistema urbano si presenta come un addensamento geografico di reti di relazioni strutturali (frazioni, quartieri, strade, aree verdi, aree coltivate), materiali (scambi di merci, mobilità, rete idrica ed energetica) ed immateriali (comunicazione, servizi).

Il tema delle Smart City è quindi complesso ed affascinante, e sarà sicuramente uno dei principali ambiti di ricerca e sviluppo dei prossimi anni. Le città si distingueranno tra di loro in modo forse anche più marcato rispetto a quanto avviene tra le rispettive nazioni, ed in questo processo saranno sempre più importante anche l’attività e la partecipazione diretta dei singoli cittadini per le decisioni da prendere e le misure da attuare nella loro città.

Noi di sostenibile.com abbiamo iniziato questo progetto con l’obiettivo di creare uno strumento partecipativo in grado di stimolare sempre di più le persone a trovare quella che è la loro anima e a offrire il proprio contribuito per la costruzione di una città migliore!

L’uscita dalla crisi economica ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutti passa anche dalle smart cities.

Ma quali sono le smart cities in Italia e nel mondo? In questo breve articolo vengono presentatati alcuni esempi [link]

Oggi nasce il blog di Torino Sostenibilità

Cari lettori e care lettrici,
apre ufficialmente il blog di Torino Sostenibilità, un piccolo grande progetto che, come forse alcuni di voi sapranno, ha mosso i primi passi alla fine dell’anno scorso con il nome di San Salvario Sostenibile, fino a scoprire la volontà di proporsi come unica voce per quella silenziosa quanto dirompente corrente di persone che credono e agiscono insieme per un città sostenibile.

L’apertura di questo blog ne è una prova: se sei capitato qui, caro lettore e cara lettrice, é
perché probabilmente anche tu, come me, hai digitato la parola “sostenibile” nel motore di ricerca, o forse perché, come per altri di noi, il tuo occhio o orecchio attento ha intercettato un post su Facebook, un link condiviso in un blog, un brevissimo trafiletto di giornale o una conversazione al bar.
Non è importante come tu ci sia arrivato, quanto il fatto stesso di aver cercato e di aver prestato attenzione alla parola sostenibilità, tra la moltitudine infinita di stimoli, suoni e immagini che continuamente martellano i nostri sensi.

Io stessa ho trovato questo progetto digitando “Torino” e “sostenibile” nel motore di ricerca di Facebook e subito ho trovato la pagina del progetto, ho letto un po’ di informazioni e ho contattato l’associazione per un incontro.

Parlo di una una “corrente silenziosa quanto dirompente”, proprio perché negli ultimi anni tanti sono coloro, a livello governativo, non-governativo e associativo, che si occupano del tema della sostenibilità ed è sempre più facile reperire informazioni in merito e trovare un modo per essere coinvolti.

Ciò che mi è piaciuto fin dall’inizio di questo progetto è la sua struttura: Torino Sostenibilità non è verticale, non vuole imporsi a gran voce e declamare la necessità di adoperarsi per la sostenibilità, non è dialettico né tanto meno astratto, è anzi un progetto di sensibilizzazione ed informazione  che vuol dare voce, una voce sempre più forte e squillante, a chi da solo ne ha poca.
Questo progetto si è strutturato orizzontalmente proprio perché la sua ambizione è creare un network di persone comuni, altre associazioni, attività commerciali tra le più svariate che credono e già fanno qualcosa per la sostenibilità.

Siamo qui per dare voce ai commercianti, come a quel ristorante che non usa i congelatori e acquista quotidianamente ciò che servirà nel suo menù per limitare odiosi sprechi di energia e cibo, o a chi prepara té, tisane e dolcetti a Km zero, o ancora a quell’hotel attento a limitare i consumi di luce e acqua.

Siamo qui anche per dare voce alle singole persone che, proprio come te caro lettore e cara lettrice,  hanno tante idee geniali ma non hanno un interlocuture a cui rivolgersi, come quella ragazza che ha proposto di organizzare una “Caccia al tesoro sostenibile” per quest’estate e che ha entusiasticamente coinvolto tutti noi.

Potrai comunicare facilmente in questo blog, su facebook, proponendo un’azione sostenibile nella sezione dedicata del nostro sito, utilizzando l’app per smartphone (ancora in cantiere ma per poco!) o anche solo leggendo e, se ti va, commentando le notizie di cui parleremo sapendo che così facendo, anche con un minimo gesto di attenzione, contribuirai anche tu a narrare la storia di questa silenziosa quanto dirompente corrente.

Anna Vanin