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La goletta dei laghi

Al via la quarta tappa dell’edizione 2018 di Goletta dei laghi sul Lago Maggiore, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati – e Novamont, che da 13 anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri. Il lavoro della Goletta dei Laghi si concentrerà su due fronti principali di indagine: quello dell’inquinamento microbiologico e quello delle microplastiche sulle spiagge e in acqua.

L’equipaggio sarà operativo per i campionamenti sulle acque e sulle spiagge del Verbano dal 10 al 12 luglio.

«La Goletta dei Laghi ha il compito di individuare le criticità dei bacini lacustri, – spiega Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi – non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, la cui causa è principalmente legata all’inefficienza del collettamento fognario dei comuni interni e ai pochi depuratori presenti che non riescono a raccogliere tutte le acque reflue. Anche quest’anno, per la terza volta, il fronte di indagine si estenderà anche alle microplastiche».

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Quindici bandiere verdi

Quindici bandiere verdi e sei nere. Netta la prevalenza delle verdi, così distribuite: quattro in Piemonte, due in Valle d’Aosta, cinque in Lombardia, due in Trentino e due in Friuli Venezia Giulia. Delle nere, cinque sono rimaste entro i confini italiani (una in Lombardia, una equamente condivisa dalle province di Trento e Bolzano, una ancora alla provincia di Trento e due al Friuli Venezia Giulia), la sesta è stata assegnata al Ministero degli Interni francese.

Nell’insieme, il quadro che ne esce è un mosaico di situazioni differenti, ma al contempo tasselli che ben s’incastrano tra loro nel delineare il profilo della montagna alpina di oggi. Un territorio dove, a fianco di nuove e importanti forme di protagonismo volte alla sostenibilità ambientale e sociale, nella loro staticità si riproducono abitudini e scelte obsolete, dannose per il territorio oltre che prive di lungimiranza. Molti progetti e azioni, già stigmatizzati nel passato con l’assegnazione delle bandiere nere, sono riproposti nei territori senza soluzione di continuità.

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Fare causa all’Europa si può?

Diverse famiglie che vedono le proprie vite messe a rischio dagli impatti dei cambiamenti climatici, dentro e fuori dall’Europa, si sono rivolte alla Corte di Giustizia europea contro il Parlamento e il Consiglio europei, per denunciare l’inadeguatezza del target di riduzione delle emissioni climalteranti al 2030.

Tra le famiglie ricorrenti anche quella italiana di Giorgio Elter, che nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, a cui sono intervenuti anche il vicepresidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini, il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Fabio Dovana e Barbara Pozzo, professore ordinario Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria. L’azione legale della famiglia Elter è infatti sostenuta da Legambiente, che è membro di Climate Action Network Europe.

Le 10 famiglie che stanno facendo causa all’UE provengono da Germania, Portogallo, Romania, Francia, Italia, Svezia e da altri paesi non europei e ritengono che la riduzione delle emissioni nazionali di gas serra di un minimo del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030 sia inadeguato a far fronte alla concreta necessità di prevenire il rischio climatico e insufficiente a proteggere i loro diritti fondamentali di vita, salute, occupazione e proprietà.

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Il futuro non si brucia

Il futuro non si brucia. È lo slogan che accompagna quest’anno la Festa dell’Albero, l’iniziativa organizzata da Legambiente che vedrà martedì 21 novembre circa 500 appuntamenti organizzati in tutta la Penisola, per portare un messaggio di impegno collettivo per la rinascita del verde, con la piantumazione simbolica di nuovi alberi soprattutto nelle aree protette danneggiate dalle fiamme. Al centro delle iniziative, infatti, quest’anno c’è il tema degli incendi boschivi che hanno dilaniato anche il Piemonte non risparmiando zone di alto valore naturalistico.

All’invito di Legambiente per celebrare la Festa dell’Albero hanno risposto in tutta Italia mille classi con il coinvolgimento di oltre 25 mila studenti e la piantumazione di migliaia di piante. Un gesto di gratitudine e di rispetto verso questi polmoni verdi che svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nel mantenimento degli equilibri del pianeta e contribuiscono al benessere e alla qualità della vita.

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Mediare i conflitti ambientali

Le questioni ambientali sono sempre più frequenti e complesse, ci riguardano e spesso la loro ampiezza e il loro grado di reversibilità possono generare casi giudiziari molto intricati. Nell’immaginario collettivo si associa il conflitto ambientale a situazioni catastrofiche, come ad esempio il disastro nucleare di Fukushima, oppure la vicenda della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. In realtà, la conflittualità ambientale è molto più vasta e pervasiva, e può riguardare la decisione di costruire un’opera pubblica, avere carattere prevalentemente sociale, oppure ruotare attorno a problemi ecologici di portata (apparentemente) minore, come la bonifica di un piccolo appezzamento. Il fenomeno della conflittualità ambientale ha quindi dimensioni, caratteristiche, conseguenze e parti coinvolte molto diverse e questa disomogeneità rende particolarmente complessa la loro gestione.

Negli ultimi decenni sono nate iniziative di diverso tipo per trovare soluzioni efficaci a questo genere di situazioni; tra queste, la mediazione ambientale. Per colmare la mancanza di questo strumento in Italia, la Camera Arbitrale di Milano, già ampiamente riconosciuta ed operativa nel campo della risoluzione alternativa delle controversie, è stata la prima ad offrire servizi di mediazione ambientale per mezzo di un progetto iniziato nel novembre 2015. L’obiettivo è quello di ampliare il campo d’azione della mediazione civile e commerciale a quello ambientale, in modo da poter soddisfare una necessità sia delle aziende che dei cittadini e degli enti pubblici.

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Pubblicato un anno fa il “Manifesto della sostenibilità nei progetti”

Sostenibile.com-manifesto-della-sostenibilitàArticolo di Paola Morgese

Esattamente un anno fa, l’8 Marzo del 2016, abbiamo pubblicato il “Manifesto della sostenibilità nei progetti”.

Nacque dalla collaborazione di un piccolo gruppo di esperti di varie nazioni, che sentirono l’esigenza di chiarire alcuni valori e principi fondamentali in questo settore.

È un invito ad ampliare il punto di vista sui benefici dei progetti e sui loro destinatari. Esorta a considerare gli effetti dei progetti nel lungo termine e non solo nell’immediato. Sottolinea l’importanza di considerare, oltre ai tre classici parametri di progetto (qualità, tempi e costi),  anche i parametri economici, ambientali e sociali della sostenibilità. Sostiene che il valore di un progetto è diverso dal valore del denaro. Offre un punto di vista differente sulla valutazione del successo di un progetto.

Ad un anno di distanza sono stati compiuti molti progressi, impensabili fino a poco tempo fa, nel campo della sostenibilità nei progetti. Una testimonianza viene dal numero sempre crescente di pubblicazioni, di lavori e di ricerche in questo ambito ad opera di professionisti ed esperti, sia nei progetti, sia nella sostenibilità, sia in entrambi i settori.

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La giornata mondiale dell’acqua

Sostenibile.com_ambienteIl Lions Club Seregno AID si propone, nell’ambito degli obiettivi condivisi dal Lions Club International, di diffondere la cultura della cooperazione internazionale basata su specifiche competenze e assoluta professionalità, promuovendo l’accesso alle risorse economiche messe a disposizione da finanziatori pubblici e privati.

In questa cornice è presentato il concorso fotografico “World Water Day ” in cooperazione con Un Water (agenzia Onu per le politiche sull’acqua) che vuole mettere al centro dell’attenzione le risorse idriche del pianeta attraverso il coinvolgente linguaggio delle immagini.

L’acqua, principio di vita, ristora il viandante e ispira il poeta, scava solchi nella roccia e sussurra musica in primavera, ma scatena anche terrore e distruzione, paura e morte. La fotografia è strumento formidabile che sa fondere realtà e sogno, svelare segreti e opportunità, denunciare negligenze e pericoli.

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Ricostruire bene dopo i disastri è possibile

Sostenibile.com ricostruire dopo i disastriArticolo di Paola Morgese

Con tutti i disastri naturali ed antropici che abbiamo in Italia, dovremmo essere diventati abili e veloci nel ricostruire. Invece non è così.

Dopo un’alluvione, un terremoto, una frana, un’eruzione vulcanica, un’esondazione, un incendio ed altre simili calamità di grosse proporzioni restano le ferite sul territorio e sulle persone.

Passate le fasi di emergenza e di primo soccorso, al massimo dopo quattro o sei mesi, dovrebbero essere stati stanziati i finanziamenti e dovrebbero essere state avviate le attività di ricostruzione, d’intesa con le popolazioni locali.

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Obiettivo terra

sostenibile-com-obiettivo-terraÈ stata lanciata, in occasione dell’incontro: “DALL’ONU ALL’UNESCO, Le eccellenze d’Italia dalla natura al cibo”, l’ottava edizione del concorso di fotografia geografico – ambientale “Obiettivo Terra” in collaborazione con la Società Geografica Italiana.

Il contest, diventato un appuntamento fisso per celebrare la Giornata Mondiale della Terra, indetta dall’ONU nel 1970 e celebrata ogni 22 aprile, intende sostenere i Parchi Nazionali e Regionali italiani nel faticoso compito di difesa, valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale, del paesaggio, delle peculiarità e delle tradizioni enogastronomiche, agricole, artigianali, storico-culturali e sociali; vuole anche permettere la diffusione di un modello di turismo ecosostenibile e responsabile e lo sviluppo dell’economia circolare e di tutte le attività delle zone di collina e di montagna che concorrono al contrasto del dissesto del territorio.

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10 anni dalla missione ambientale

sostenibile-com-tutela-mareInaugurata la mostra: “Bahar: una missione ambientale – Pace e solidarietà per la difesa del Mediterraneo a 10 anni dalla missione in Libano”, realizzata dalla Fondazione UniVerde, in collaborazione con la Società Geografica Italiana, il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera e in partnership con il Consorzio Castalia.

Ad intervenire Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde; l’Ammiraglio Ilarione Dell’Anna, Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera; Filippo Bencardino, Presidente della Società Geografica Italiana, l’On. Serena Pellegrino, Vice Presidente della Commissione Ambiente della Camera e Lorenzo Barone, Direttore del Consorzio Castalia.

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