La domanda e l’offerta (ma soprattutto la domanda)

 

Articolo di Anna Paola Quaglia

 

 Le cercle rouge – Gérard Fromanger, 1971

 

È un sabato pomeriggio autunnale. Entro in un posto affollato, colorato, minimal, decisamente urban XXI secolo, che vende dai feltrini per non rovinare il parquet ai prodotti per il corpo, passando dai leds per le bici. Tutto rigorosamente low cost. Bene, ogni volta che ci metto piede non posso fare a meno di chiedermi il perché le persone decidano di passare parte del loro tempo libero in un posto del genere (pongo a me stessa questa domanda visto che c’ero anche io). E si sa, al giorno d’oggi il tempo libero è sempre più ridotto. Persone in fila indiana che per ovviare alla noia, per curiosità o per bisogno, si mettono più o meno nervosamente in attesa di visionare ordinatamente ogni singola sezione – dalla cucina al bricolage – procedendo lungo un percorso obbligato che non ammette scorciatoie fino alla cassa.

Parte della risposta potrebbe arrivare guardando alla geniale formula inventata dai cosiddetti markettari per rispondere – almeno in apparenza – alle esigenze dei consumatori in tempi di magra: il low cost, ovvero offrire oggetti propri della vita di tutti i giorni in formula a basso costo spesso associata ad una alchimia di immagini, luci, colori e comunicazione. Tale pratica risponde a due funzioni: da un lato produrre un effettivo risparmio per il consumatore (cioè noi), in termini di soldi e di tempo. In questi luoghi lo spazio è condiviso da matite, cornici, bicchieri, tisane e pettini, tutto a portata di mano.

Allo stesso tempo – seconda funzione – farci percepire la spesa sostenuta come irrisoria, così da spingerci la prossima volta a ritornare nello stesso negozio. Guardando i fatti da quest’angolazione, la trovata low cost ha risposto, anche e soprattutto, all’esigenza di mantenere i consumi in tempi di crisi, dando l’occasione di spendere, spendendo poco ma continuando a spendere (per spendere?). Se vi capita (e so che vi capiterà), entrate in uno di questi negozi e osservate quante sono le persone che non comprano anche solo un piccolissimo ed economicissimo bene di consumo.

E qui riecco emergere la secolare diatriba su domanda e offerta che affligge in particolare gli economisti, ma non solo: chi determina cosa in un’economia di mercato? E’ il consumatore davvero sovrano del suo portafoglio? Oppure è l’offerta, e quindi i produttori di beni e servizi, che inducono al consumo proponendo nuove formule, nuovi colori e slogans nelle pubblicità, oppure nuove disposizioni nei loro negozi, spacciando il tutto come risposta a un bisogno manifesto dei consumatori? Sia ben inteso, non è reato e neppure ingiusto che il lato dell’offerta, per continuare ad esistere, si trasformi e metta sul mercato nuovi beni o servizi.

D’altronde nessuno ci costringe a infilare la mano nella borsa, o nella tasca, e ad aprire il portafogli. Ma certo è che le manipolazioni in questo campo, per non dire costrizioni, sono molto sottili e spesso impercettibili[1].

Peraltro, questa riflessione assume peso diverso se guardata alla luce dei tempi moderni; viviamo in anni marcatamente segnati da una crisi di sovra consumo e di abuso di spesa dove gli stati spendono molto più di quanto incassano (e non per il welfare state) e le persone contraggono mutui che non sono in grado di ripagare con banche e governi conniventi. Forse però, discutere se sia l’offerta a determinare la domanda o la domanda che crea l’offerta è come discutere, parafrasando Alfred Marshall, “se sia la lama di sopra o la lama di sotto di un paio di forbici a tagliare un pezzo di carta”.

Tuttavia, se – come sembra – l’economia sono le azioni degli individui e le interazioni tra di loro e se dobbiamo cadere nelle tentazioni della “società di massa”, almeno facciamolo in piedi: strappiamo il velo del politically correct e aumentiamo la nostra consapevolezza su ogni euro speso ponendoci una semplice ma difficilissima domanda: cosa guida la mia scelta di acquisto?

 


[1] Chi scrive lavora nel marketing e ne è vittima consenziente.

 

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