La città sensitiva

 

Articolo di Germana Ravazzolo

 

Foto di Nicolas Nova

Recentemente ho avuto l’occasione di ascoltare una conferenza del prof. Arch. Carlo Ratti, bostoniano di adozione e architetto di fama internazionale.

Il tema della serata, da lui interamente condotta, è stato “senseable city”, il cui significato è ben descritto nella pagina iniziale del sito internet:

“La città in tempo reale ora è reale! L’impiego crescente di sistemi e sensori elettronici  negli ultimi anni sta permettendo un nuovo approccio allo studio dell’ambiente costruito. Il nostro modo di descrivere e comprendere le città viene radicalmente trasformato,  insieme agli strumenti che usiamo per crearle e l’impatto sulla loro struttura fisica. Lo studio di questi cambiamenti da un punto di vista critico e la loro anticipazione è l’obiettivo del Laboratorio SENSEable City, una nuova iniziativa di ricerca presso il Massachusetts Institute of Technology”.

Per introdurre la sua conferenza ha preso a prestito l’evoluzione della Formula 1: dapprima, e solo una decina di anni fa, erano importanti la macchina e l’abilità del pilota, oggi invece la regia è tutta nel backstage, dove un gruppo di persone lavora collegata ad una rete di computer per monitorare le prestazioni della gara in continuo contatto con il pilota stesso.

Si tratta di un real time control system, ed appartiene in modo sempre più incisivo alle dinamiche delle nostra società contemporanea; pensiamo solo alla facilità di reperire le informazioni sul traffico, sulla meteorologia, sull’orario dei treni, sulla disponibilità di un prodotto in un punto vendita come per esempio l’Ikea, tutto in tempo reale.

Questo tipo di sistema, calato sullo sviluppo urbano, prende forma in due momenti distinti: la fase del sensing (rilevamento)  e quella dell’attuation (azione/pianificazione).

Per la fase del sensing siamo oggi piuttosto facilitati, perché i nostri sistemi urbani sono letteralmente “ricoperti di strati digitali”; un esempio molto italiano di una ricerca svolta dal team del prof. Ratti per conto di un’azienda di telecomunicazioni riguarda il monitoraggio delle linee telefoniche attive nel centro di  Roma durante la finale dei mondiali di calcio del 2006.

Un interessante video mostra la mappa della città animata da macchie rosse che individuano istante per istante la concentrazione dei dispositivi attivi, vale a dire con una telefonata in corso.  All’inizio della partita vediamo una distribuzione regolare di macchie rosse sul territorio. Dopo i goal, le macchie si espandono per qualche minuto, avvertiamo il silenzio generale prima dei rigori e leggiamo lo spostamento delle popolazione verso il centro per festeggiare dopo la vittoria.

Tutti i dati sono stati probabilmente processati da uno o più server collocati magari a distanza di centinaia di chilometri e non è stato necessario condurre interviste dirette su un campione rappresentativo della popolazione: i  possessori di un telefono cellulare sono in effetti un campione più che rappresentativo e le risposte catturate dal server non necessitano di ponderazioni riguardo al grado di attendibilità del soggetto (che peraltro ignora di aver preso parte ad una indagine che lo riguarda!).

Proviamo per un attimo a non pensare (anche se si tratta di una naturale reazione) al disarmo legato al fatto di venire osservati da un grande fratello silenzioso,  e valutiamo in questa sede solo lo straordinario potere di analisi offerto dal progressivo raffinarsi delle tecnologia.

Nella progettazione dei sistemi urbani la velocità della prima fase (sensing) e la grande disponibilità di dati attendibili, accorcia i tempi complessivi di valutazione dei fenomeni concedendo spazio alla fase di azione/pianificazione (attuation).

E’ inoltre possibile, anzi fondamentale, “aggiustare il tiro” in corso d’opera, mantenendo attiva la connessione tra  il mondo della pianificazione e quella dell’esperienza: la “fotografia” ottenuta dal sensing di un sistema urbano deve essere continuamente aggiornata e valutata, in modo da poter sempre utilizzare una strumento di pianificazione “up to date” e “sensibile”.

Concludo l’articolo con una analisi delle studio Ratti riguardante l’evoluzione della siccità sul territorio spagnolo; il modello di calcolo utilizzato si è basato su Flickr, mappando in tempo reale tutte le fotografie geolocalizzate  dal network e costruendo una mappa territoriale basata sulla gradazione dei verdi presenti nelle fotografie stesse: verde brillante significa presenza di acqua, giallo invece ne indica l’assenza, e le loro sfumature corrispondono a superfici geografiche, in tempo reale!

 

 

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