Fermiamo l’Ecocidio in Europa
I cittadini europei possono modificare il destino del pianeta

Articolo di Lucia Jane Beltrame – coordinatrice italiana endecocide.eu

esempio_ecocidioChi di noi non sente un legame con la natura? Dal piacere di una bella camminata in montagna, al sentire i profumi e i suoni della natura, apprezzare un buon frutto appena colto, o camminare a piedi nudi sulla spiaggia…
Non abbiamo solo un legame di dipendenza assoluta – come tutti gli organismi viventi – dalle risorse primarie della natura, ma la gratitudine stessa che sentiamo è una risorsa vitale essenziale per noi umani.

Spesso però perdiamo  la consepevolezza del nostro legame con la natura e delle conseguenze delle nostre azioni.

Attualmente stiamo assistendo al danneggiamento estensivo ed alla distruzione ai danni di persone e del pianeta ad un livello mai visto prima nella storia. Il 15 marzo 2012, l’OCSE ha fornito un severo avvertimento: le emissioni di anidride carbonica associate all’uso di energia cresceranno del 70 percento nei prossimi 38 anni a causa della nostra dipendenza dai combustibili fossili. Come conseguenza, entro il 2100 le temperature medie globali aumenteranno tra i tre e i sei gradi centigradi. Inoltre, i dati dimostrano che la terra ha oltrepassato il ‘punto di non ritorno’; gli scienziati avvertono che l’aumento della popolazione, la distruzione estensiva di ecosistemi naturali, oltre al cambiamento climatico, potrebbero condurre ad un cambiamento irreversibile nella biosfera terrestre, con conseguenze alle quali non siamo preparati.

La legge ha svolto un ruolo fondamentale nella creazione di un sistema in cui non teniamo conto delle conseguenze delle nostre azioni perché è la legge stessa ad enfatizzare l’importanza del conseguimento di profitto economico. Attualmente, in alcuni paesi le società hanno il dovere legale di massimizzare il profitto per i loro azionisti, senza tenere conto delle conseguenze, anche nei casi un cui avvengono danni estensivi alla Terra. Oltretutto, ad oggi manca una legislazione che permetta di applicare in maniera efficace il diritto ambientale.

C’è un bisogno urgente di leggi nuove che proteggano le persone e il pianeta, che permettano alle aziende di sviluppare nuovi modelli di produzione che incorporino il potenziale della green economy e l’impatto della scarsità di risorse, oltre ad assicurare che il diritto alla vita delle generazioni presenti e future sia rispettato.

In questo contesto è nata l’iniziativa dei cittadini europei, che prevede l’introduzione di un nuovo crimine europeo, l’Ecocidio. L’idea è molto semplice: il danno ambientale deve diventare un crimine per il quale aziende e individui possano essere ritenuti responsabili secondo il diritto penale.

Questo ha dato il via al countdown di 356 giorni entro cui di deve raggiungere 1 milione di adesioni di cittadini europei perché la commissione sia legalmente obbligata a considerare la proposta e avviare il processo di introduzione della legge al livello europeo.

L’ecocidio è la distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio da parte di agenti umani o altre cause ad un livello tale da compromettere seriamente il godimento pacifico degli abitanti di questo territorio.

L’ecocidio sarà considerato un crimine nei casi seguenti:

  • qualora l’ecocidio si verifichi sul territorio europeo (aree marittime incluse);
  • qualora aziende europee siano coinvolte;
  • qualora cittadini europei (nel caso lavorino per aziende non europee) siano coinvolti.
  • Inoltre, verrà negato l’accesso al mercato europeo ai prodotti contribuenti all’ecocidio.

La sfida è grande ma i risultati potrebbero essere rivoluzionari. Basta pensare a dei casi di Ecocidio in Italia: nell’Ilva di Taranto, la fratturazione idraulica in Toscana, Puglia e Basilicata, i casi di rifiuti tossici nel Sud Italia, la distruzione delle Alpi Apuane. E qui si parla solo di pochi casi italiani senza prendere in considerazione centinaia di casi globali di Ecocidio.

E per fortuna le cose che si possono fare sono molte, dallo stampare e distribuire volantini, raccogliere firme con i moduli cartacei (scaricabili dal sito), coinvolgere personaggi pubblici italiani, convincere le associazioni di cui si è parte a sostenere l’iniziativa, o diventare volontari.

Fare sì che l’ecocidio diventi un crimine non è solo un nostro diritto democratico ma è anche un nostro dovere da cittadini italiani, europei e del mondo. E’ un dovere verso la Terra e verso le generazioni future, per la pace e per la salute. Questa volta abbiamo tutti la possibilità di fare qualcosa, sta a noi prenderci la responsabilità!

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