La corsa a ostacoli delle fonti di energia rinnovabili

Sostenibile.com energie rinnovabili in Italia

 

Articolo di Umberto Novarese Fondazione Telios

Abbiamo scritto in un precedente articolo un paio di obiezioni rivolte al fotovoltaico: ciclo di vita dei pannelli e impatto visivo dei campi fotovoltaici a terra.

Altre obiezioni diffuse sono: si fa un favore all’industria straniera; è solo una grande speculazione; cosa succede al silicio e al resto dei pannelli a fine vita (problema del riciclo); si sottrae terreno all’agricoltura.

Partiamo dal primo punto: “Si fa un favore all’industria straniera? Tedesca ieri, cinese oggi: si? No?”

Nel caso del fotovoltaico, al momento del decollo, anche gli imprenditori italiani furono tentati dall’investire in questo settore emergente.

Vennero però scoraggiati dalla mancanza di programmazione pluriennale da parte governativa, che all’inizio ignorò il settore e poi lo ricoperse di incentivi, anche maggiori rispetto a quelli adottati in altri paesi europei, e infine di recente fece un brusco retrofront.

I più, allora, si limitarono all’assemblaggio delle parti prodotte in Germania, dove venivano effettuati maggiori investimenti: dalla produzione del lingotto di silicio alla realizzazione delle celle.

In Germania, infatti, la crescita delle tecnologie fotovoltaica ed eolica fu sostenuta fin dall’inizio, a partire dal 2000, con una politica lineare di sostegno decrescente e programmato nel tempo, motivo per cui chi doveva varare investimenti importanti nei nuovi settori poteva farlo con una prospettiva di certezza pluriennale. Nel corso di questi tredici anni, tale politica non è mutata in Germania.

A parte queste considerazioni, più che altro utili per capire il “perché”, la vera risposta alla domanda iniziale consiste nel riformularla: il “favore allo straniero” non è piuttosto quello di importare energia (petrolio, gas, carbone) senza essere capaci di produrne in proprio, e diventare quindi autosufficienti sotto il profilo energetico?

In Italia mancano petrolio e gas, ma il sole e il vento al Sud… proprio no!

Approfondiamo ora un’altra obiezione, o commento denigratorio: “è solo una speculazione”.

Il riferimento è al fatto che chi ha goduto dei maggiori incentivi ha tratto un guadagno notevole dall’impianto di centrali fotovoltaiche, specialmente a terra ma anche su tetti di grandi dimensioni, come le coperture dei capannoni industriali.

E’ un fatto negativo? Oppure positivo?

Anche in questo caso, la risposta consiste nel riformulare la domanda: senza gli incentivi, si sarebbero installati 17.500 megawatt di potenza elettrica fotovoltaica in Italia dal 2006 ad oggi, in Italia? (dati GSE al 30 novembre 2013)

La risposta è no.

Il fatto che siano stati installati è positivo o negativo?

A parer nostro, positivo.

Certo, sarebbe stato meglio sostenere il settore con una politica simile a quella tedesca, lineare e decrescente, anziché passare da un estremo (niente) all’altro (troppo) per poi ricadere nell’incertezza (la situazione attuale).

E la corsa a ostacoli continua…

In allegato la radiazione solare in Italia e l’atlante eolico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *