L’uovo di Pasqua

Sostenibile.com Uovo_Pasqua_CartaRicetta di Nilli

Si avvicina la Pasqua: cosa c’è di più buono di un ottimo uovo di cioccolato?

Un ottimo uovo di cioccolato con una sorpresa scelta da noi e preparato con gli ingredienti preferiti dal destinatario!

Ma come si prepara? E cosa serve?

Cosa ci serve:

– Cioccolato: fondente, al latte o bianco, dipende dai gusti (è possibile anche decidere di combinare più gusti!)
In casa nostra, quello al peperoncino è per il fidanzato, quello solo fondente per la mamma, quello combinato fondente/bianco (veg) per mio fratello!
(la quantità dipende dal tipo di stampo: per uno stampo da 18 cm ne servono almeno 750 gr)

– Nocciole, mandorle, peperoncino, riso soffiato

Se volete anche decorarlo: zucchero al velo, acqua e limone

Stampo: policarbonato morbido (quello che utilizzo più spesso per le uova “grandi”)
Consiglio questo perché nella versione “facile” non temperiamo il cioccolato (vedi spiegone) e se usiamo questo tipo di stampo, o uno in silicone, non avremo problemi a staccare le uova dallo stampo!

Sostenibile.com Stampo_Uova_Pasqua_Silkomart_policarbonato_morbido

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si prepara:

Prima dello spiegone sulla differenza fra gli stampi, la necessità di temperare il cioccolato, e le modalità, Vi propongo la versione facile per preparare il Vostro uovo, che è poi quella che utilizzo io!

Sciogliere il cioccolato a bagno maria: riempire una pentola di acqua, metterla sul fuoco e adagiare su di essa una ciotola in metallo, o in ceramica, affinchè sia immersa in parte nell’acqua. Dentro la ciotola spezzettate il cioccolato. Portare ad ebollizione e mescolare di tanto in tanto fino a che il cioccolato non sia fuso. Se decidete di fare un uovo con più gusti, serviranno più ciotole.

Lasciate raffreddare un poco il cioccolato fuso, mescolandolo con una spatola: è il momento di aggiungere gli aromi, tipo il peperoncino. Non aggiungere adesso la frutta secca o i semi, altrimenti la superficie esterna verrà tutta frastagliata e non rimarrà in equilibrio!

Versare una dose generosa di cioccolato fuso nello stampo e con l’aiuto di un pennello da cucina, spennellare accuratamente fino a coprire l’intera superficie: dovremo fare almeno 3 strati. Dopo ogni strato, lo stampo va posto in frigo fino al solidificarsi del cioccolato.
SE volete aggiungere nocciole o mandorle, fatelo al TERZO strato e copritele con una bella dose di… materia prima!

Una volta che le due parti di uovo sono pronte, ossia sono stati fatti almeno tre strati, e il cioccolato è ben freddo, è possibile rimuovere le “mezze uova” dallo stampo: questo passaggio merita ovviamente una grande cura. Il mio consiglio è di adagiarle su un tagliere e premere con delicatezza fino a che il… guscio non si stacchi!

Per “accoppiare le due metà, ci sono almeno due modi: scaldare una padella e passare i bordi su di essa, affinchè il cioccolato si sciolga, quindi accoppiare le metà; oppure spennellare i bordi con altro cioccolato fuso (FREDDO!!!) e accoppiare le metà!
La mia preferita è la seconda: più semplice, più veloce, più pratica!

Non dimenticate di inserire la sorpresa!… in un sacchettino da alimenti o in un guscio di plastica, di quelli avanzati dalla Pasqua precedente!

Potete quindi decidere di decorarle con una glassa preparata con zucchero al velo, acqua e limone, oppure appoggiarle sui supporti classici e rivestirli di carta colorata!

Lo spiegone sulla lavorazione del cioccolato

Quando si lavora il cioccolato, ci sono tante cose da tenere in considerazione: sia per le classiche uova pasquali, che per i cioccolatini.

Anzitutto dobbiamo fare una prima distinzione sulla tipologia di stampi che utilizzeremo: ci sono quelli in silicone, in policarbonato morbido, in policarbonato rigido.
La distinzione serve anzitutto poiché il costo di quelli in silicone e policarbonato morbido è più basso di quelli in policarbonato rigido.
In secondo luogo, quando si prepara un uovo di cioccolato, bisogna considerare SE si vuole, o se si può, procedere al temperaggio del cioccolato. Il temperaggio non è strettamente necessario se si utilizzano stampi in silicone o policarbonato morbido.

Ma cos’è il temperaggio? Il temperaggio è quell’operazione che consiste nella variazione di temperatura del cioccolato fuso, affinchè una volta raffreddato ( e dopo qualche giorno) non si presenti la patina bianca. Questa si forma poiché, quando il cioccolato fuso si raffredda (intorno ai 37°C), i grassi formano una serie di cristalli diversi che sono instabili e che una volta che il cioccolato ha raggiunto la solidità si potrebbero disporre all’interno della struttura in modo disomogeneo, venendo in superficie. Le operazioni di variazione di temperatura consentono di ottenere una pre-cristallizzazione della massa con l’unico cristallo stabile tra tutti quelli esistenti.

Come si fa il temperaggio?

Ricordate il film Chocolat? Una splendida Juliette Binoche lavorava il cioccolato con una spatola sopra una superficie di marmo. Ecco cos’è il temperaggio: una volta fuso il cioccolato (che avrà raggiunto una temperatura di circa 50°) va versato su una lastra di marmo e, mescolato con cura con una spatola (senza incorporare troppa aria) fino al raggiungimento di una temperatura di 27-28 gradi. Si rimette poi il cioccolato sul fuoco fino a quando la massa non abbia raggiunto una temperatura di 31°C per il fondente e 29°C per quello al latte e bianco: MAI sopra a 33° altrimenti l’operazione è da rifare dall’inizio…. Occorre considerare che anche la temperatura dell’ambiente influisce sull’operazione, pertanto l’ideale sarebbe operare ad una temperatura compresa tra 18 e 22°C.
Per verificare la temperatura, serve ovviamente un termometro per cibo.

Esistono altre tecniche alternative:

1) lasciare il cioccolato nel contenitore in cui si è fuso, mescolandolo di quando in quando e successivamente aggiungendo cioccolato caldo per rialzarne la temperatura
2) aggiungere cioccolato in pezzi a quello fuso (per abbassarne la temperatura) aggiungendo successivamente altro cioccolato fuso.

I cioccolatieri esperti riescono a temperare il cioccolato anche in assenza di termometro, mettendo una goccia di cioccolato sul labbro inferiore (particolarmente sensibile alle temperature) o facendo la prova del foglio: una parte di cioccolato ben temperato lasciata cadere su della carta forno deve dare segni di indurimento nell’arco di 30 secondi/un minuto.



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Una foto di Nilli

Informazioni su Nilli

Dalla Toscana con furore, Nilli si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Pisa con una tesi sui diritti degli animali in ambito alimentare: ha da sempre a cuore la tematica della tutela ambientale e dell’alimentazione sana e sostenibile che sviluppa nella sua cucina tradizionale ma creativa. Inizia a cucinare appena riesce a stare in piedi: ad oggi crea ricette semplici, golose e sfiziose, che propone sul blog, in radio, sui social network. Inoltre si occupa di eventi, locali, comunicazione e living.

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