Archivi tag: Orti urbani

Poco verde in città? Arriva il pocket park (a Londra)

Articolo di Cristina Coppo

parco_cittaVi farebbe piacere l’arrivo di un nuovo parco, anche se piccolo, nel vostro quartiere?
Nelle grandi città ogni area verde è attrattiva per chi ha la fortuna di abitare nei dintorni: anziani alla ricerca di un punto d’incontro, bambini con il loro carico di giochi, studenti con libri e tanta voglia di stare all’aperto.

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Ortomania

 

Articolo di Camilla Munno

 

 

La nuova proposta è arrivata da alcuni membri del consiglio comunale e sostituirebbe l’antiquato regolamento del 1986 sulle coltivazioni abusive di terreno. Il tentativo è quello di normare una grande quantità di metri quadrati di terreni coltivati abusivamente che con questo regolamento potrebbero rivoluzionare il loro aspetto e il loro utilizzo. Questo fenomeno diffuso dagli anni Ottanta e spesso diffusosi in modo disordinato e abusivo, ha visto in Marco Grimaldi, sostenuto da Levi, Alunno, Nomis, Onofri e Ventura, la proposta di una delibera di consiglio che migliora e adegua il regolamento per l’assegnazione e la gestione degli orti urbani.

L’orto urbano è da sempre un simbolo del recupero della proprietà da parte del cittadino, un metodo per concepire, valorizzare e utilizzare il territorio coltivandolo. E’ un ritorno al passato, alla coltivazione e all’autoproduzione, tanto utile in periodi di magra come questi, una sicurezza maggiore su ciò che mangiamo ed un modo di condivisione di spazi e tempo tra cittadini, educando il cittadino ad utilizzare il verde e il territorio nel modo più giusto e corretto possibile. Continua a leggere

Grattacieli-serra: nuova era dell’agricoltura

 

Articolo di Stefano C.

 

 

Grattacieli non per ospitare uomini ma per coltivare frutta e verdura, questa è la nuova frontiera dell’agricoltura che partirà nel 2014 in Svezia, quando la struttura, dal design avveniristico, obliquo per meglio assorbire la luce solare, dovrebbe essere in grado di produrre una vasta gamma di verdure a foglia verde, tra cui insalata, spinaci, sedano bianco e senape.

Queste nuove strutture verticali saranno in grado di ridurre notevolmente la superficie dedicata alle colture e avranno molti vantaggi. Le colture non avranno bisogno di terra per crescere infatti saranno utilizzati acqua e sali minerali, ospiteranno sui vari piani colture diverse che saranno trasportate nei piani inferiori fino al piano terra durante le varie fasi della maturazione. Continua a leggere

Niente di nuovo dal fronte alimentare.

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

Se il car sharing non è un argomento recente e anzi prese piede non appena l’automobile divenne un prodotto di massa, che dire della coltivazione dell’orto?

Restiamo ancora negli USA, e sempre nel periodo della seconda guerra mondiale. Dig for victory!, Zappa per la vittoria era lo slogan urlato dai mille manifesti che promuovevano i Victory Gardens. Questi giardini della vittoria erano una chiamata alle armi della popolazione civile, in particolare delle donne, ma le armi in questione sono zappe rastrelli e forconi.

(Immagino che, oltre a rafforzare un certo spirito patriottico, dovesse davvero essere rilassante: quanto stress può sopportare chi ha i propri cari in guerra e non può fare direttamente nulla per loro?)

Ecco alcuni manifesti dell’epoca.

 

 

Oggi noi parliamo di orti urbani, di quanto siano sostenibili – buoni puliti e giusti anche se, come il car sharing, a volte un po’ alla moda. Sfogliamo la storia a ritroso, Continua a leggere

Oursecretgarden…God save the green!

 

L’articolo di Marta Zanetta sugli orti cittadini che “atterrano” come verdi alieni sui tetti dei fabbricati nei nostri cortili ci è sembrato un buon inizio per cominciare a parlare di urbanistica, di architettura e di design in chiave sostenibile.

L’alieno in questione non arriva da una galassia sconosciuta, ma appartiene al nostro patrimonio di conoscenze, e pur differenziandosi  per  collocazione e  tecnica realizzativa vuole rispondere alla stessa esigenza .

Si tratta di utilizzare le risorse della terra, curandole e favorendone la crescita, limitare lo spreco, favorire la collaborazione, aumentare la  consapevolezza delle azioni, sfruttare ciò che abbiamo imparato per trasmissione di conoscenze consolidate e innovare con tutto quello che la scienza e la tecnologia ci permettono di utilizzare.

Lo spirito dell’orto segreto è lo spunto interpretativo per l’approccio sostenibile alle discipline di cui ci occuperemo; l’urbanistica, l’architettura, e il design sono “scienze che ruotano intorno all’uomo ”, e da sempre ne affiancano e forse ne anticipano i profondi mutamenti degli stili di vita.

Sono oggi chiamate a rispondere a esigenze nuove, più complesse e ramificate attraverso nuovi tipi di analisi, differenti punti di vista, nuove forme di collaborazione sociale, nuovi strumenti e soprattutto la possibilità di utilizzare un’infinita cascata di dati a disposizione.

Ci occuperemo, tra le altre cose, di design sistemico, di “sensible city”, di energie rinnovabili, di progetti innovativi, di ecomusei, progettazione partecipata e risparmio energetico, senza aver la pretesa di esaurire nessuno di questi argomenti ma con la speranza di diffondere e divulgare i segnali di una rivoluzione di pensiero in atto.

Germana

 

Articolo di Marta Zanetta

copyright Michele D’Ottavio

 

Che ci fanno pomodori, zucchini, melanzane e lattuga sul tetto dello STUDIO999 in via Goito 14?

Me lo spiega l’arch. Elena Carmagnani fondatrice nel 1999 con l’arch. G. Davi e G. Gatti dello studio sito dal 2004 presso un edificio ottocentesco nel cuore di San Salvario.

Lo STUDIO999 a fine mese si recherà a Vienna per ritirare un premio molto prestigioso: il Best Private Plots – Die besten Gärten 2012. Un grande simposio in grande stile austriaco che premia ogni anno i migliori progetti legati al tema del verde. Il progetto, premiato nel 2010 anche da Legambiente Italia con il premio Innovazione Amica dell’Ambiente, nasce in occasione della ristrutturazione di un ex edificio industriale dei primi del novecento, con l’idea di creare un’area verde visibile anche da satellite, ma non solo, anche uno spazio dedicato alla convivialità e al tempo libero. Ad apprezzare l’idea dell’orto sono stati soprattutto i condomini della palazzina in cui lo studio risiede, le scolaresche che hanno iniziato a fare alcune attività didattiche all’aria aperta e i residenti del quartiere che inL circostanze particolari, come in occasione di Paratissima 2010 e 2011, hanno potuto apprezzare questo nuovo ed inusuale spazio.

Ma ora passiamo alla domanda fatidica: come si realizza un orto su un tetto piano? E quali vantaggi offre?

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