Oursecretgarden…God save the green!

 

L’articolo di Marta Zanetta sugli orti cittadini che “atterrano” come verdi alieni sui tetti dei fabbricati nei nostri cortili ci è sembrato un buon inizio per cominciare a parlare di urbanistica, di architettura e di design in chiave sostenibile.

L’alieno in questione non arriva da una galassia sconosciuta, ma appartiene al nostro patrimonio di conoscenze, e pur differenziandosi  per  collocazione e  tecnica realizzativa vuole rispondere alla stessa esigenza .

Si tratta di utilizzare le risorse della terra, curandole e favorendone la crescita, limitare lo spreco, favorire la collaborazione, aumentare la  consapevolezza delle azioni, sfruttare ciò che abbiamo imparato per trasmissione di conoscenze consolidate e innovare con tutto quello che la scienza e la tecnologia ci permettono di utilizzare.

Lo spirito dell’orto segreto è lo spunto interpretativo per l’approccio sostenibile alle discipline di cui ci occuperemo; l’urbanistica, l’architettura, e il design sono “scienze che ruotano intorno all’uomo ”, e da sempre ne affiancano e forse ne anticipano i profondi mutamenti degli stili di vita.

Sono oggi chiamate a rispondere a esigenze nuove, più complesse e ramificate attraverso nuovi tipi di analisi, differenti punti di vista, nuove forme di collaborazione sociale, nuovi strumenti e soprattutto la possibilità di utilizzare un’infinita cascata di dati a disposizione.

Ci occuperemo, tra le altre cose, di design sistemico, di “sensible city”, di energie rinnovabili, di progetti innovativi, di ecomusei, progettazione partecipata e risparmio energetico, senza aver la pretesa di esaurire nessuno di questi argomenti ma con la speranza di diffondere e divulgare i segnali di una rivoluzione di pensiero in atto.

Germana

 

Articolo di Marta Zanetta

copyright Michele D’Ottavio

 

Che ci fanno pomodori, zucchini, melanzane e lattuga sul tetto dello STUDIO999 in via Goito 14?

Me lo spiega l’arch. Elena Carmagnani fondatrice nel 1999 con l’arch. G. Davi e G. Gatti dello studio sito dal 2004 presso un edificio ottocentesco nel cuore di San Salvario.

Lo STUDIO999 a fine mese si recherà a Vienna per ritirare un premio molto prestigioso: il Best Private Plots – Die besten Gärten 2012. Un grande simposio in grande stile austriaco che premia ogni anno i migliori progetti legati al tema del verde. Il progetto, premiato nel 2010 anche da Legambiente Italia con il premio Innovazione Amica dell’Ambiente, nasce in occasione della ristrutturazione di un ex edificio industriale dei primi del novecento, con l’idea di creare un’area verde visibile anche da satellite, ma non solo, anche uno spazio dedicato alla convivialità e al tempo libero. Ad apprezzare l’idea dell’orto sono stati soprattutto i condomini della palazzina in cui lo studio risiede, le scolaresche che hanno iniziato a fare alcune attività didattiche all’aria aperta e i residenti del quartiere che inL circostanze particolari, come in occasione di Paratissima 2010 e 2011, hanno potuto apprezzare questo nuovo ed inusuale spazio.

Ma ora passiamo alla domanda fatidica: come si realizza un orto su un tetto piano? E quali vantaggi offre?

L’operazione non richiede particolari maestranze o tecnologia all’avanguardia dai prezzi inavvicinabili, ma basterà seguire alcuni piccolo accorgimenti.

  1. la forma: che forma dare al nostro orto? Beh ma quella che si vuole ovviamente, libero spazio alla fantasia e all’inventiva; ovviamente sarà importante suddividere lo spazio in piccoli campetti quadrati che definiranno le diverse colture, circa 1 m x 1 m di lato; in alternativa si può procedere con la realizzazione di fasce allungate.
  2. le vasche: come si realizzano le vasche che contengono lo strato isolante ed il terreno? Creiamo con del cemento, o ancora più semplicemente con dei mattoni, dei cordoli che serviranno a delimitare queste aree. Ogni vasca dovrà avere un lato leggermente più pendente degli altri e in corrispondenza di esso il cordolo da noi prima realizzato dovrà presentare dei fori che permetteranno all’acqua di fuoriuscire e non stagnare all’interno della vasca. La pendenza ovviamente dovrà essere realizzata in direzione dei canali di sfogo dell’acqua, quindi cornicione e gronde. Una volta realizzato il cordolo, e creata un’adeguata pendenza, si può provvedere all’impermeabilizzazione delle vasche. Esistono in commercio prodotti specifici (teli antiradice e pannelli drenanti). Successivamente potremo riempire le vasche con del comune terriccio oppure ci si rivolge alle aziende municipali di raccolta rifiuti che vi consegneranno del fantastico e sostenibile compost a bassissimo prezzo.
  3. piantumazione: con l’era di internet possiamo dire che anche se uno non ha proprio il pollice verdissimo può, con un po’ di buona volontà, capire come funziona il complicato mondo della semina. E se proprio non ve ne intendete… direi che è arrivato il momento di rispolverare l’agenda e ritrovare il vecchio zio che vive in campagna.

 

I numeri dell’ orto (cit. Oursecretgarden, Come realizzare un orto sul tetto, a cura dello Studio999, Torino 2010)

2-3 giorni per realizzare i cordoli e le vasche

1 giorno per stendere le guaine o il telo drenante

Almeno 15 cm di terra

1 giorno per livellare e preparare il terreno alla semina o la messa a dimora di piantine

1 paio d’ore per la semina o la  messa a dimora di piantine

Circa 45 euro al metro quadrato per realizzare l’intero orto.

 

I vantaggi di avere un orto sul tetto?

  1.  isolamento termico: uno strato di terra umida permette di potenziare le capacità di dispersione sia del caldo sia del freddo con un conseguente risparmio energetico della casa. Risparmio energetico vuol dire minor utilizzo degli impianti di riscaldamento e raffrescamento, quindi un minor dispendio di soldini.
  2. resistenza all’acqua: normalmente l’impermeabilizzazione di un tetto si ottiene stendendo due strati di guaina isolante che necessita di una manutenzione ogni 10 anni. La guaina con gli sbalzi termici spesso crepa, facilitando l’infiltrazione di acqua e la creazione di pozze. Lo strato di terra invece serve sia da protettivo alla guaina, sia da filtro dell’acqua piovana, garantendo così una maggior e più duratura prestazione dello strato impermeabilizzante.
  3. microclima estivo: d’estate il sole picchia in maniera più intensa sullo strato di catrame che solitamente riveste la superficie più esterna di un tetto piano. Ciò provoca un surriscaldamento della superficie e spesso emanazione di cattivi odori. Un terreno coltivato invece, grazie all’acqua da esso trattenuta e grazie alla presenza di piante, garantisce un’evaporazione locale che rinfresca l’area circostante e un’emanazione di profumi assolutamente più gradevoli
  4. la partecipazione: realizzare un orto sul tetto può essere l’occasione per mettere in campo l’energia di un intero condominio e rafforzare così i rapporti sociali all’interno del proprio habitat. Rendersi parte integrante di un sistema che funziona e produce un bene funzionerà come stimolo a sviluppare e potenziare i rapporti interpersonali tra condomini…chissà che fantastiche riunioni di condominio…lotte all’ultima melanzana!
  5. la sostenibilità ambientale: se vi dotate di una compostiera, il vostro orto sul tetto contribuirà al riutilizzo dei vostri rifiuti organici che diventa terriccio fertile, al riutilizzo consapevole dell’acqua piovana, al risparmio energetico della vostre case. Inoltre, se coltiverete un orto biologico senza usare pesticidi, avrete la soddisfazione di portare a casa un cestino di prodotti genuini e coltivati in maniera sostenibile e, quindi, sicura.

 

Piccole accortezze finali:

L’Orientamento: giocate d’astuzia e seguendo i consigli pratici di manuali, siti, amici e parenti scegliete con cura dove posizionare le vostre piantine, secondo la posizione del sole.

Accessibilità e sicurezza: se avete bambini che vorranno aiutarvi per la costruzione ed il mantenimento dell’orto è bene prevedere rampe d’accesso dove necessarie, sentieri liberi e sicuri da ostacoli ed impedimenti vari. Inoltre sarà bene prevedere anche delle balaustre di contenimento, magari realizzate in materiali durevoli e di gradevole aspetto estetico che garantiscano una maggior sicurezza alla vostra aerea coltivata…ormai avete l’imbarazzo della scelta!

L’autorizzazione: se siete unici proprietari della superficie dove intendete realizzare l’orto il problema non si pone, ma se invece si tratta di uno spazio condiviso, ovvero condominiale, allora bisognerà ottenere il consenso ( il fine giustifica i mezzi… diceva qualcuno), di ogni condomino residente e proprietario.

Per quanto concerne aspetti legati alle normativa vigente e quindi lunghe code al catasto o nelle sedi preposte, state tranquilli: la realizzazione di orto, a  meno che non preveda l’inserimento di strutture aggiuntive quali pergole, tettoie o qualsiasi cosa modifichi il volume originario dello stabile, non prevede alcuna autorizzazione comunale.

Ed ora… è giunto il momento di impugnare la zappa!

 

A proposito di orti urbani e per completezza di informazione, vi ricordiamo che dal 2 al 16 Ottobre prenderà il via Due settimane di Azione per la Libertà dei Semi.

Per sapere di cosa si tratta e per organizzare la vostra azione di disobbedienza civile, cliccate qui, qui e pure qui.

 

 

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