Paratissima… si rinnova!

 

Articolo di Marta Zanetta

 

Paratissima 5.2, Fantasmi Urbani – Roberto Cami

Foto di Marco Reggiani


Ormai manca poco all’inaugurazione di PARATISSIMA, la manifestazione made in Torino nata nel 2005 come evento off della grande fiera dell’arte contemporanea ARTISSIMA.

Quest’anno, dal 7 all’11 novembre, si celebra l’ottava edizione, e come ogni anno il gruppo PARA ha riservato non poche sorprese e novità… e ovviamente le polemiche non sono mancate.

“PARATISSIMA…C’EST MOI!” è il titolo dell’edizione 2012: un gioco di parole per dire che Paratissima è fatta per gli artisti ma soprattutto dagli artisti. Paratissima sono i creativi, i pittori, gli scultori, i designer, i fotografi e i videomaker che, con il loro contributo, permettono di realizzarla.

Paratissima non è solo esposizione d’arte, è anche un appuntamento che dà spazio alla musica, alle performance live e agli eventi speciali, una festa per pubblico ed artisti dove incontrarsi e condividere la propria creatività.
Quest’anno Paratissima trasloca: lascia, ma solo in parte, il quartiere San Salvario – che l’ha ospitata per bene tre edizioni – per approdare al MOI, che tutti i torinesi conoscono come area degli ex mercati generali, oggetto di un piano di recupero durante Torino 2006: qui, infatti, sorgeva il Villaggio Olimpico che ha ospitato migliaia di atleti, giornalisti e addetti ai Giochi Olimpici. Purtroppo, finita l’euforia per l’evento, questi immensi spazio sono stati completamente caduti nel dimenticatoio e del degrado.

Il gruppo PARA ha provato a ridar nuova luce a quest’area ormai ridotta ad un “vuoto urbano”: perché è proprio questo lo scopo per cui nel 2005 è nata la manifestazione. Paratissima nasce, infatti, quando un gruppo di “amici” organizza all’interno di un’appartamento in ristrutturazione in via Po una mostra d’arte contemporanea alla quale partecipano 7 artisti e quasi 300 visitatori in una sola serata. Nel 2006 è la volta di ParatIIsima, 3.000mq di un fabbricato industriale in disuso, oltre 90 artisti e 3.500 visitatori in 2 giorni. Nel 2007 ParatIIIssima alle ex carceri Le Nuove conta oltre 240 artisti e 13.000 visitatori nei tre giorni di esposizione.

Nel 2008 Paratissima 4, la prima a San Salvario: gli artisti sono oltre 200, con 20 live performance, 100 location espositive e  oltre 25.000 visitatori in 3 giorni. La manifestazione ha davvero un gran successo, il 70% dei visitatori che hanno partecipato a quella edizione dichiara di non aver mai frequentato il quartiere o di non risiedervi. San Salvario ha l’occasione per mostrarsi per quella che davvero è: il quartiere della multietnicità e della creatività emergente. Così si organizzano qui anche la quinta e la sesta edizione. Ma oltre agli aspetti positivi iniziano ad emergere anche alcune criticità: la lotta contro la movida da parte dei residenti si inasprisce, le accuse sono legate all’inquinamento acustico che provoca la folla, la sporcizia e i rifiuti che si producono e che vengono lasciati sulle strade. Le associazioni legate al quartiere iniziano a mobilitarsi ed ad organizzare veri e propri presidi per il controllo della movida.

Ecco che nasce allora l’idea per l’edizione 2012: Paratissima all’ex Moi, sotto le storiche arcate dei “Mercati Ortofrutticoli all’ingrosso” di via Giordano Bruno 181, diventate simbolo delle Olimpiadi di Torino 2006 insieme all’Arco, la passerella pedonale sopraelevata che collega la struttura al vicino Lingotto e che rappresenta per Paratissima, simbolicamente e fisicamente, un “ponte” verso Artissima. Ma quello che si è tenuto in particolar modo a recuperare e la vera anima di PARATISSIMA, ci spiega Damiano Aliprandi, responsabile dei rapporti con il territorio all’interno dell’organizzazione di Paratissima: “Utilizzare un evento e l’arte per avviare un processo di riqualificazione urbana di spazi vuoti”.

Ecco l’idea: Paratissima invaderà le strade, le piazze, le botteghe, i negozi sfitti e i locali storici di BORGO FILADELFIA. San Salvario, invece, ospiterà “Chez San Salvario – il Distretto del Design a Paratissima”. Mentre l’edizione 2011 di Paratissima Design aveva rivolto la propria attenzione alla filiera della produzione industriale – intendendola in senso molto ampio, con proposte che spaziavano da pezzi in produzione, ad esperienze di autoproduzione, fino ad esperimenti più “ibridi” a cavallo tra artigianato e design -, quest’anno guarderà alla produzione creativa anche nella sua dimensione collettiva, nel suo rapporto con il territorio, nella sua capacità di costruire legami e rapporti tra le persone, nelle sue potenzialità comunicative e sociali, e nel suo rapporto con il contesto locale. L’obiettivo sarà quello di raccontare un mondo in continua crescita, innovazione e fermento, che va ormai ben al di là della esclusiva produzione di beni materiali, e che nelle sue accezioni più innovative abbraccia anche il mondo dei servizi, del web, dell’editoria, della grafica, della socialità.

Le due locations di quest’anno sono connesse tra loro dalle reti di trasporto pubblico locale, dalla rete ferroviaria e dal servizio di Bike Sharing della città.

Il design invaderà anche la Stazione Porta Nuova dove il Politecnico di Torino in collaborazione con IED e IAAD di Torino organizzano incontri e workshop settoriali.

Ma passiamo agli aspetti più meramente tecnici: chi paga PARATISSIMA?

20.000 euro ottenuti grazie alle sponsorizzazioni tecniche;

12.000 euro concessi dalla Camera di Commercio;

30.000 euro forniti dalle Compagnie di San Paolo e CRT

45 euro è la quota d’iscrizione chiesta agli artisti per iscriversi all’evento.

E gli artisti? Come vivono questa manifestazione?

Germana Ravazzolo ha intervistato per noi Carlo Gloria, artista contemporaneo nonché suo compagno di vita.

Quando hai partecipato la prima volta a paratissima?

“L’anno in cui la manifestazione si teneva in via Aosta 8, credo fosse la prima edizione”

Come sei venuto a conoscenza dell’evento?

“In maniera piuttosto casuale,  ho incontrato  in San Salvario un amico di mia moglie, Lorenzo Germak, che mi ha proposto di prendere parte all’iniziativa”

Come ti ha prospettato l’evento?

“Mi ha parlato di un evento artistico in parallelo ad Artissima, (di cui voleva essere non so bene se un’estensione o una parodia) in una vecchia fabbrica che sarebbe diventata dopo poco tempo un cantiere, e prevedeva un grande afflusso di pubblico”

Cosa ti aspettavi?

“All’incirca quello che ho visto, anche alcuni dilettanti allo sbaraglio, ma il posto era davvero bello e lo spazio a mio disposizione, al primo piano, davvero suggestivo. L’illuminazione delle opere era inesistente, mi sono portato un faretto da casa! C’era una bella atmosfera, e davvero un grande passaggio di gente”

Anche gente qualificata nel mercato dell’arte o solo curiosi?

“Si certo, anche collezionisti, attirati dall’evento piuttosto nuovo, credo quasi  tutti arrivati grazie al passaparola. Tantissimi artisti, giovani e meno giovani”

E dal punto di vista del tuo lavoro, l’hai ritenuto positivo?

“Si, ho fatto vedere per la prima volta il lavoro a cui stavo lavorando da un po’ e ho avuto anche degli ottimi riscontri”

E sei tornato l’anno successivo?

“Si, alle carceri nuove ho messo due quadri all’ingresso… ho preso un gran freddo e ho potuto vedere il crescere della manifestazione, c’era molta più gente. Penso però che il luogo fosse inadatto per tutto l’afflusso di pubblico che ha partecipato, alla fine si stava allo stretto”

Hai notato dei cambiamenti nel target dei visitatori?

“No, sempre il solito mix di appassionati, curiosi, parenti e amici… ma molti di più! Se ne era parlato più diffusamente ed era comparsa anche qualche pubblicità dell’evento”

E dove si è svolta l’ultima manifestazione a cui hai preso parte?

“La prima volta di San Salvario, nel negozio proprio sotto casa mia. Paratissima diffusa è stato il segreto dell’esplosione di Paratissima, ora ne parlavano tutti, era alla moda!”

E voi come avete vissuto in questi anni Paratissima? Ha ancora senso riproporne nuove edizioni, con nuove location e obiettivi?

 

 

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