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Informazioni su Lorenzo

Nonostante abbia preso la patente a Cuneo, per il blog Lorenzo si occupa di mobilità. A sua discolpa, si sposta per Torino con una bici color granata. Dopo una laurea in Filosofia ha iniziato a scrivere anche di rifiuti. A tutt’oggi non ha ancora capito bene qual è il collegamento, ma è solito ripetere che la vita è un pendolo fra la buccia di banana e l’impianto di digestione anaerobica dell’organico. Da bambino credeva che Blog fosse un personaggio del Signore degli Anelli e che frodo fosse un verbo.

Monnezza Pattume Rumenta

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

 

“Forse non vi è mai capitato di entrare in quello che chiamano il polmone del supermercato. È il dietro le quinte: una stanza dove vengono ammassati i prodotti in via di scadenza, invenduti, prima di venir buttati. Gettati via come rifiuti”.

Andrea Segrè parte dalla parola rifiuto per proporre la sua rivoluzione, grammaticale innanzitutto. Docente all’università di Bologna e ideatore del progetto Last Minute Market, Segrè mette nel calderone di proposte di Biennale Democrazia il suo obiettivo: spreco zero. Cioè abolire i rifiuti. Non producendoli, quindi attraverso il recupero. Ma soprattutto cambiando mentalità. Continua a leggere

Non è un paese per (soli) economisti

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

 

Che la dittatura del PIL in economia e sulle nostre vite non sia esattamente la condizione migliore in cui ci possiamo trovare è stato detto mille volte e in modi diversi. Ma alle parole seguono le azioni. C’è chi abbandona tutto e vive da eremita dall’altra parte del mondo, chi impara a leggere le etichette e sceglie attentamente cosa comprare, chi francamente se ne infischia. Queste scelte, personali, dipendono anche da scelte fatte su altri piani, quello economico e quello politico soprattutto. Buona parte della partita si gioca lì. Continua a leggere

To Bes or not to Bes

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

Robert Capa, Un pastore siciliano indica la strada ad un militare americano, 1943

 

Vorrei fare insieme a voi un piccolo esercizio di traduzione usando due esempi.

Primo esempio. Prendiamo la fotografia qui sopra. La conoscete sicuramente. Fu scattata all’indomani dello sbarco americano in Sicilia,  durante la seconda guerra mondiale. Una delle cose che mi sono sempre chiesto guardandola è: ma come diavolo fanno a capirsi? Il soldato vorrà informazioni sulla natura del territorio, sulla posizione esatta delle truppe nemiche, sul tempo che ci vuole per spostarsi da un paese all’altro. Gli servono notizie precise. Quello che potrebbe essere scritto su un dispaccio militare: Continua a leggere

Storia di una Lasagna e del Continente che le insegnò a nitrire

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

 

A guardarli neanche troppo da vicino, sembra che i nostri rappresentanti abbiano una spiccata attitudine a comportarsi come bambini di 5 anni. Può suonare strano, specie sotto elezioni, ma non sto parlando della politica di casa nostra. Mi riferisco alla storia della carne di cavallo nei surgelati e al balletto di responsabilità che in questi giorni va in scena da un angolo all’altro del continente.

Irlanda e Regno Unito si sono ritrovati la patata bollente fra le mani e non hanno nessuna intenzione di finire scottati. L’Irlanda, presidente di turno dell’UE, ha sottilmente accusato la Polonia, che ha frettolosamente smentito, indignata. Nel frattempo altri paesi del nordeuropa si son ritrovati coinvolti loro malgrado (i miracoli della grande distribuzione…). La Svezia, che di surgelati se ne deve pur intendere, ha fatto sapere che la colpa non può che essere della Francia. La Francia, con gli stivali e la mimetica ancora pieni di sabbia del deserto, ha giocato di sponda suggerendo che i veri colpevoli siano Cipro, Romania e Olanda. Non che si attribuisca loro cattive intenzioni: quegli sbadati avrebbero solo sbagliato a etichettare la carne. Continua a leggere

…come una specie di sorriso

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

 

Il 6 febbraio 2013 l’Europa ha scoperto di essere un continente bagnato per tre lati dal mare, e non solo un groviglio di interessi finanziari e di mal di pancia dei mercati. Il parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza la riforma della politica comune della pesca (PCP) facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il fronte ambientalista ma soprattutto a quelle realtà che dal pescato hanno di che vivere.

È vero che nel testo della riforma espressioni asettiche come “stock ittici” e “rendimento massimo stabilito” la fanno da padrone, lasciando la vaga impressione che si stia parlando di quotazioni in borsa più che di sgombri e tonni. Ma il loro significato è concreto e vuol dire una cosa semplice: non bisogna pescare più pesci di quanti ne nascono. Saldo positivo a fine anno, cioè il primo tassello di una pesca sostenibile. Non solo. Continua a leggere

iDinner, la cena in kit

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

Foto di Pippo Torre

 

Pianificare alla perfezione la propria giornata non è sempre il modo migliore per trovarsi rilassati prima di andare a letto. Basta un minimo intoppo e siamo costretti a fare tutto di corsa come al solito. Anche ritagliarsi un’ora per sé a colpi di yoga, pilates o calcetto non è la soluzione ideale. Lo stress è di nuovo in agguato appena chiudiamo le parentesi zen o ludiche. Bisognerebbe potersi permettere non solo di spezzare la giornata ma di cambiare il proprio stile di vita. Se non in modo drastico, almeno in qualche momento importante. Continua a leggere

Bufale verdi…

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

 

Ieri mattina parecchi romani si saranno chiesti se non fosse il caso di prendere un altro caffè, darsi un po’ di pizzicotti e avere la prova provata di essere davvero svegli. Come ogni giorno, chi scende dal treno ha potuto prendere una copia di Metro e darci un’occhiata prima di andare al lavoro. Ma le notizie stampate nero su bianco hanno fatto deragliare il tran-tran quotidiano, dandogli un’inattesa svolta green.

Bersani denuncia l’assurdità di una campagna elettorale basata sull’IMU perché “cosa raccontiamo alle madri di quei bambini che respirano veleni? Che gli rimoduliamo l’imposta sulla prima casa? Non basta”, e spinge sull’acceleratore con le rinnovabili. Monti rilancia a stretto giro annunciando che “l’Italia non è il Texas, il nostro petrolio è il sole”. Berlusconi cerca il sorpasso ricordando che la sua villa di Arcore ha vinto un premio internazionale per la riduzione dei consumi. E poi ancora un enorme parco eolico in progetto al largo delle coste di Taranto a sfidare i torrioni dell’Ilva, i siciliani in rivolta contro le nuove trivellazioni al grido di “u mari nun si spirtusa”, America e Cina cadute sulla via di Damasco e unite nella tutela dell’ambiente. Continua a leggere

Atlanti 2.0 per il mondo che cambia

 

Articolo di Lorenzo Marinone

Dal crogiolo dell’insonne Hollywood è arrivata anche nei nostri cinema l’ultima fatica dei registi della trilogia di Matrix. Si chiama Cloud Atlas, l’atlante delle nuvole, e come tutti gli atlanti propone una lettura totale della nostra epoca. Come purtroppo capita spesso, alla diagnosi non si accompagna una terapia specifica, ma qualche indicazione generale sì. Al posto di paralleli e meridiani, le coordinate del film sono, da un lato, le magnifiche sorti e progressive della comunicazione e del raccontare storie, e dall’altro le impressioni che hanno lasciato grandi movimenti di protesta come la primavera araba o gli Occupy-qualsiasi-cosa, ma anche, forse, lo yes we can di Obama. Proiettiamo questa griglia su uno sfondo dipinto a tinte fosche, del tipo la catastrofe è imminente (disastri ecologici, ma anche la paura del terrorismo), e il risultato, cioè il vero protagonista del film, diventa la voglia condivisa di cambiamento. Continua a leggere

Intelligente ma non troppo

 

Articolo di Lorenzo Marinone

 

 

Scagli la prima pietra chi non ha mai desiderato una bacchetta magica per cambiare le cose come vuole. Purtroppo programmare alla perfezione per cancellare l’imprevisto non è di questo mondo. Eppure il Cambiamento è uno dei pochi imperativi che accomuna le chiacchiere da bar ai dotti eloqui di un qualsiasi professorone del MIT o della Bocconi. Per non parlare della politica. Normalmente si vede nel buon senso la soluzione di molti problemi. Ma quando i politici si siedono a un tavolo con gli smanettoni informatici, il buon senso si chiama smart, e smart city la sua incarnazione. Il buon senso sarà sufficiente? Queste persone possono solo procedere a tentoni. Sono – come Topolino in Fantasia – degli apprendisti stregoni, perché non sanno quello che fanno. Però c’è modo e modo di non saperlo.

Ma programmare e prevedere tutto sarebbe poi desiderabile?, Continua a leggere

There are a lot of smart people out there

 

Articolo di Giulia Li Destri Nicosia e Lorenzo Marinone

 


Forse la colpa è del cambiamento climatico. Non so. Ma pare che la famosa goccia nell’oceano sia ormai diventata un vero e proprio must. Cercata e richiesta, sulla bocca di tutti, la si invoca per stroncarne la congenita timidezza: appalesati, oh piccola goccia! L’oceano è grande e freddo e tutto blu, ma tu – e solo tu – potrai fare la differenza.

Potremmo definirla RdC, “Retorica del contributo”. È quella che mette insieme le adozioni a distanza e i disastri naturali, le primarie del PD e i camper dell’Avis, lo zio Sam che cerca proprio te e l’8xmille alla Chiesa Cattolica.

Sto parlando di qualcosa come questo:

Con un piccolo contributo mensile pari al costo di un caffè al ginseng potrai supportare la nostra causa e permettere la nascita di 183 presidi ospedalieri dispersi fra Congo, Angola e Namibia del nord”.

Ma cosa si evoca quando si chiede un contributo? Quale immaginario ci portiamo dietro quando decidiamo di chiedere o dare una mano? Continua a leggere